Il successo di Odissea non si misura soltanto nella forza del titolo, nel nome di Christopher Nolan o nella curiosità attorno a un adattamento così ambizioso del poema di Omero. Si misura anche, e forse soprattutto, nella capacità del film di trasformare la visione in sala in un evento tecnico. Il kolossal Universal ha aperto con circa 264 milioni di dollari nel mondo, di cui 124,5 milioni dal Nord America, confermandosi come uno dei debutti più importanti dell’anno e il miglior esordio globale della carriera di Nolan. Ma il dato più interessante riguarda il modo in cui quel risultato è stato costruito.
Odissea non è stato venduto soltanto come “il nuovo film di Nolan”. È stato venduto come un film da vedere nel formato giusto. Girato interamente con cineprese IMAX su pellicola 65mm, il progetto ha fatto del formato una parte del discorso industriale e promozionale. Il dato IMAX è il più evidente: secondo la stessa IMAX Corporation, Odissea ha incassato 52 milioni di dollari nel circuito durante il weekend mondiale d’apertura, pari a circa il 20% del debutto globale. È una quota molto alta, se si considera che gli schermi IMAX rappresentano solo una frazione del mercato complessivo. Ancora più significativo è il risultato delle sale IMAX 70mm: appena 41 location nel mondo hanno generato 6,3 milioni di dollari, con una media di circa 153.000 dollari per schermo.
Ma il fenomeno non riguarda soltanto IMAX. In Nord America, i premium formats hanno rappresentato più della metà dell’incasso del primo weekend. Dentro questa categoria rientrano esperienze diverse: IMAX digitale, Dolby Cinema, sale PLF, formati proprietari dei circuiti, schermi XL, PRIME, iSense e altre proposte costruite su grande schermo, audio potenziato, proiezione di qualità superiore e prezzo medio più alto. Boxoffice Pro ha segnalato, per esempio, una forte affluenza nei circuiti AMC e Odeon proprio su IMAX, Dolby Cinema, PRIME, XL e iSense, con alcune sale premium arrivate a programmare il film quasi senza interruzione per oltre 85 ore nel weekend.
Il punto è industrialmente molto rilevante: Odissea dimostra che, quando il film giusto incontra il formato giusto, il pubblico è disposto a pagare di più e a scegliere con maggiore attenzione dove vederlo. Non tutti i biglietti hanno lo stesso valore, e non tutte le sale sono percepite allo stesso modo. Per Nolan, che da anni difende la centralità della proiezione cinematografica, è una conferma fortissima: il formato può diventare parte del desiderio, non solo della distribuzione.
Il risultato, quindi, non dice soltanto che Odissea sta andando molto bene al box office, ma che una parte decisiva del suo successo arriva dalla sala come esperienza differenziata. IMAX e PLF sono stati uno dei motori economici del debutto. In un mercato in cui lo streaming ha abituato il pubblico all’idea della visione domestica, Odissea ricorda che il cinema può ancora creare una dimensione da grande evento quando riesce a offrire qualcosa che altrove non esiste.
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