Non spezzate la corda

C’è una brutta aria. Per i numeri di incassi e presenze, davvero deprimenti negli ultimi sei mesi (ma è da settembre che il mercato è in contrazione), e per le conseguenti tensioni tra operatori. Un po’ tutti contro tutti: esercenti contro distributori, a partire dalla polemica sull’estate (mai così debole, a giugno, da molti anni a questa parte: gli Europei di calcio sono una forte concorrenza, ma il deserto di proposte non ha eguali negli altri mercati); esercenti contro produttori, perché hanno fatto male le scelte di Medusa e Rai Cinema sui due titoli presentati a Cannes e poi non distribuiti, e in generale l’assenza di cinema italiano da aprile a settembre); esercenti contro esercenti, perché c’è chi si ostina a puntare sulla strada della discussione e della trattativa e chi stavolta pretendeva proteste forti. A partire dalle giornate estive che si aprono oggi a Riccione, denominate Ciné (e perdonateci se ci scapperà di chiamarle Giornate Professionali, in questi giorni). Ne hanno risentito i rapporti tra associazioni e all’interno delle associazioni (hanno fatto scalpore le dimissioni di Tomaso Quilleri da vicepresidente Anec, nonché da responsabile Multicinema). Apprezzabili gli sforzi dei presidenti – Bernaschi, Borg, Cerri e Tozzi, in rigoroso ordine alfabetico – di non infiammare il clima con dichiarazioni esplosive. Capiamo tutti i motivi di tensione, soprattutto da parte di chi fa l’imprenditore e rischia di suo ogni giorno. Soprattutto di chi gestisce un cinema e non sa come fare ad andare avanti, senza film decorosi per mesi e mesi. Non solo perché escono pochi film con buone potenzialità commerciali, ma perché anche quei pochi validi non si riesce spesso ad averli in programmazione per la propria sala. E sì che ormai il digitale – che sta soppiantando la pellicola – dovrebbe creare meno problemi, considerando costi e problematiche minori (e invece…). Ma di questioni gravi, anche per chi lavora per la distribuzione o per chi gestisce un circuito, ce ne sono tante. Però, consentiteci: aveva senso chiedere proteste magari a effetto che inasprirebbero un clima già pesante? Avrebbe senso un clima non costruttivo ma solo rivendicativo? La corda è già tirata: che senso ha spezzarla? Certo, questo non vuol dire che chi può portare contributi seri alla soluzione dei problemi si nasconda dietro un dito, o se la cavi solo con frasi vuote o blande promesse. Per l’estate 2013 (senza il calcio come concorrenza) basterebbe qualche impegno preciso; e che magari valesse anche per gli anni pari… Per esempio: day and date per tutti i film americani importanti da maggio a metà luglio (un passo alla volta…). E anche per i film italiani presentati a Cannes. Chiamateci ingenui, ma non riusciamo a rassegnarci a un mercato in cui si vada allo scontro tutti contro tutti. E in cui non si cerchi di risolvere insieme, davvero, i problemi. BOAA
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