Non solo Hollywood: le hit nazionali che hanno acceso il box office 2025

Dalla Germania all'India, uno sguardo in giro per il mondo ai titoli locali che hanno conquistato il botteghino
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Fine anno, tempo di bilanci. E quando si parla di box office, oltre a fare i conti in casa propria è sempre curioso dare uno sguardo attorno al mondo: perché è vero che i titoli hollywoodiani dominano spesso le classifiche un po’ ovunque, ma altrettanto spesso sono i film nazionali a trasformarsi nell’evento che sposta davvero il pubblico, intercettando gusti, immaginari e umori locali in modo impossibile da replicare con un franchise globale. In Italia lo sappiamo bene: in attesa di Buen Camino, in uscita nelle sale domani e per il quale si prevede un incasso da circa 50 milioni di euro, Follemente è al momento il film locale con il maggior incasso con quasi 18 milioni di euro, confermando quanto la commedia romantica “di riconoscimento” possa diventare un motore potentissimo in sala. Ma nel resto del mondo com’è andata?

A offrire questa panoramica è un articolo di The Hollywood Reporter, che fotografa alcuni dei casi più interessanti del 2025 in mercati chiave. Restando prima in Europa, l’esempio più eclatante arriva dalla Germania: Das Kanu des Manitu, commedia slapstick e parodia western, ha riportato al cinema Michael “Bully” Herbig e l’universo nato con Der Schuh des Manitu, fenomeno del 2001 diventato un vero “cult” nazionale. La matrice è quella di Winnetou, l’eroe dei romanzi di Karl May e delle loro celebri trasposizioni europee degli anni Sessanta, un immaginario radicatissimo nella cultura pop tedesca. Nel nuovo capitolo l’avventura ruota attorno a una canoa mitica, pretesto per gag e azione: una premessa leggera che, però, al botteghino è diventata pesantissima. A metà dicembre l’incasso tedesco aveva superato i 57 milioni di dollari, abbastanza per stare davanti nello stesso mercato a due colossi globali come A Minecraft Movie (39 milioni) e Lilo & Stitch (36 milioni).

Allargando lo sguardo, l’India ha avuto uno dei suoi titoli-simbolo in Chhaava, kolossal storico d’azione in lingua hindi diretto da Laxman Utekar e guidato da Vicky Kaushal. La storia prende le mosse dalla morte di Chhatrapati Shivaji Maharaj: l’imperatore moghul Aurangzeb interpreta la notizia come l’inizio della fine per la Confederazione Maratha, ma Sambhaji, figlio e successore, prende immediatamente il comando e prosegue la resistenza. La critica si è divisa, ma il pubblico lo ha trasformato in un fenomeno da numeri enormi: circa 85 milioni di dollari in India a metà dicembre, a cui si aggiungono circa 11 milioni nei mercati internazionali. Un exploit che si riflette anche sul quadro generale del mercato: nella prima metà del 2025, i ricavi teatrali indiani risultano in crescita del 14%.

In Giappone, invece, l’exploit nazionale passa dal dramma in costume: Kokuho di Lee Sang-il, quasi tre ore per entrare nel mondo appartato del kabuki, con l’iconico trucco bianco degli attori a definire da subito atmosfera e identità. Il protagonista fittizio Kikuo, interpretato in età diverse da Sōya Kurokawa e Ryo Yoshizawa, viene preso sotto l’ala di un’icona del kabuki interpretata da Ken Watanabe e compie un percorso fino alla consacrazione. Il film ha superato i 114 milioni di dollari a metà dicembre, imponendosi come riferimento live-action dell’anno, anche in un contesto dominato dall’animazione Demon Slayer: Infinity Castle, che ha incassato oltre 245 milioni nello stesso periodo. Non solo: è riuscito anche a superare un record storico in yen, oltrepassando la soglia di 17,35 miliardi che resisteva da 22 anni.

Dall’altra parte del mondo, l’Argentina ha trovato il suo caso dell’anno in Homo Argentum di Gastón Duprat e Mariano Cohn, un’antologia satirica composta da 16 storie con protagonista Guillermo Francella. Episodi diversi, stesso obiettivo: mettere in scena contraddizioni, dilemmi e nervi scoperti della società contemporanea, con un cast corale che accompagna la star in una galleria di situazioni spesso al limite tra grottesco e riconoscibile. Il risultato è stato un primato significativo: il film è indicato come il titolo argentino con il maggiore incasso del 2025 e, soprattutto, come il miglior risultato domestico dalla fine della pandemia, segnale di quanto un racconto “centrato” sul proprio Paese possa tornare a essere trainante in sala.

In attesa di scoprire come sono andati i singoli box office in giro per il mondo, il punto si chiarisce da solo: mentre i brand globali fanno il loro lavoro quasi ovunque, i mercati continuano ad accendersi davvero quando arriva il film che parla la lingua del pubblico di casa, nei generi più diversi. Nel 2025 è successo con la parodia in Germania, con l’epica storica in India, con la tradizione in Giappone e con la satira in Argentina.

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