Netflix, scontro aperto con Paramount: «Fa disinformazione»

Il co-CEO Ted Sarandos si è espresso duramente sulle recenti dichiarazioni della concorrente per l'acquisizione di Warner Bros. Discovery, che ora ha 7 giorni di tempo per valutare l'offerta
ted sarandos di netflix e david ellison di paramount skydanceCr. Kevin Dietsch/Alberto E. Rodriguez (Getty Images)

La partita tra Warner Bros. Discovery e i suoi potenziali pretendenti torna a scaldarsi a poche settimane dal voto degli azionisti fissato per il 20 marzo. Dopo l’accordo di vendita da 83 miliardi di dollari raggiunto a dicembre con Netflix per l’acquisizione di Warner Bros. e HBO Max, martedì è emerso un nuovo ostacolo: sotto pressione da parte degli azionisti, WBD ha chiesto e ottenuto da Netflix una finestra di sette giorni per avviare nuove trattative con Paramount Skydance e verificare se la proposta rivale possa essere migliorata. Netflix ha concesso la deroga, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’incertezza e arrivare alla consultazione con un quadro più chiaro.

A reagire con durezza è stato Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, intervistato da CNBC. Il dirigente ha attribuito a Paramount Skydance una strategia mirata a indebolire l’intesa firmata con Netflix, accusando il gruppo di aver alimentato dubbi e scenari ipotetici per destabilizzare la trattativa. Sarandos ha parlato di una campagna di «inondare il campo di disinformazione, creando un mucchio di “e se” e scenari che sono molto selvaggi, e anche in qualunque esito di quell’intervallo, figuriamoci nella parte alta di quell’intervallo». Secondo Sarandos, al netto del rumore, la traiettoria più probabile resta invariata: «L’esito più probabile è che non ci sia alcun aggiustamento. Warners era stata molto chiara sul fatto che il suo intento è massimizzare il contante per gli azionisti».

Il numero uno di Netflix ha ribadito di non vedere motivi per cui le autorità federali dovrebbero «bloccare l’accordo», e ha contestato anche l’idea che la cordata concorrente possa godere di un percorso regolatorio più agevole. Nel mirino sono finite le affermazioni di David Ellison, CEO di Paramount Skydance, che avrebbe prospettato una corsia preferenziale sul fronte delle autorizzazioni. Sarandos è stato netto: «Paramount Skydance non ha un percorso regolatorio più rapido. Non so perché gli Ellison vorrebbero insinuare di avere qualche corsia preferenziale nel Dipartimento di Giustizia, ma posso assicurarvi che non ce l’hanno». E ha aggiunto, rivendicando la posizione di Netflix sui mercati esteri: «Per quanto riguarda la nostra regolamentazione in Europa e nel resto del mondo, siamo entità note e entità di cui ci si fida con tutti gli attori in Europa».

Sul piano industriale, Sarandos ha sostenuto che l’operazione Netflix non altererebbe gli equilibri televisivi europei, precisando: «E, infatti, il nostro accordo, non acquisendo Discovery Global, non sconvolge affatto il sistema radiotelevisivo europeo». Quanto alla scelta di concedere i sette giorni richiesti da WBD, l’ha presentata come un passaggio per arrivare a «totale chiarezza e certezza» sul valore in gioco: «Quindi dategli sette giorni per mettere i soldi dove hanno la bocca». Infine, senza entrare nei dettagli sull’ipotesi di un possibile rilancio, Sarandos ha rimandato tutto alla scadenza già fissata: «E poi, il 20 marzo, c’è un voto e prenderanno la decisione».

Fonte: Variety

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