Netflix apre una nuova fase nella propria governance, con un passaggio che segna simbolicamente la fine di un’epoca per la società che ha ridefinito il mercato dello streaming globale. Reed Hastings, cofondatore della compagnia e per 25 anni amministratore delegato, ha lasciato ufficialmente il consiglio di amministrazione dopo l’assemblea annuale degli azionisti del 4 giugno. Una decisione già annunciata, ma ora formalizzata, che chiude un capitolo centrale nella storia dell’azienda.
Hastings, che aveva guidato Netflix nella trasformazione da servizio di noleggio DVD a piattaforma streaming leader a livello mondiale, lascia il board per dedicarsi ad altre attività. Netflix ha spiegato che l’uscita avviene «per concentrarsi sulla sua filantropia e su altri impegni», tra cui anche la gestione del resort sciistico nello Utah di sua proprietà. Con l’addio di Hastings, la presidenza del consiglio di amministrazione passa a Jay Hoag, finora lead independent director di Netflix e membro del board dal 1999. Hoag è stato anche tra i primi investitori della società e dal 1995 ricopre il ruolo di founding general partner presso la società di venture capital Technology Crossover Ventures, nota anche come TCV.
La nomina è stata comunicata da Netflix in un documento depositato presso la SEC. La società ha precisato che il 29 maggio 2026 il consiglio ha nominato Hoag presidente del board, con efficacia a partire dalla conclusione dell’assemblea annuale. Nel deposito, Netflix ha inoltre spiegato che «il Consiglio ha stabilito che non avrà più bisogno di un Lead Independent Director separato, poiché il signor Hoag è un amministratore indipendente secondo le regole applicabili della Securities and Exchange Commission e gli standard di quotazione del Nasdaq Stock Market».
La scelta arriva dopo un passaggio non semplice per Hoag. Nel 2025, gli azionisti avevano votato contro la sua rielezione nel board, con il 78% delle azioni espresse contrario alla conferma. Alla base del voto c’era l’insoddisfazione per la sua partecipazione alle riunioni del consiglio nell’anno precedente: nel 2024, infatti, Hoag aveva registrato un tasso di presenza pari al 50%. Dopo quel risultato, aveva presentato le proprie dimissioni, ma il consiglio di amministrazione di Netflix le aveva respinte, confermandolo nel ruolo. All’epoca, la società aveva motivato la decisione spiegando che «il Consiglio ha stabilito che le assenze [di Hoag] nel 2024 non indicavano una mancanza di impegno verso i suoi doveri, osservando che il signor Hoag possiede per il resto un curriculum di presenze esemplare». Nell’assemblea di quest’anno, il clima è stato diverso: gli investitori hanno sostenuto con ampia maggioranza la rielezione di Hoag, con oltre il 93% delle azioni votanti a favore.
Netflix ha sottolineato anche il ruolo già ricoperto da Hoag negli ultimi anni. Dal 2012 era lead independent director, una posizione che la società ha definito «con doveri in larga parte comparabili al ruolo di presidente». Hoag continuerà inoltre a guidare il comitato nomine e governance del consiglio. Secondo Netflix, la scelta di affidargli la presidenza è legata «alla sua preziosa leadership e ai contributi al Consiglio nel corso degli anni». La società ha aggiunto che Hoag porta nel board competenze strategiche e finanziarie, offrendo prospettive specifiche su temi come gestione del rischio, corporate governance, selezione dei talenti e management.
Nel corso dell’assemblea del 4 giugno, gli azionisti hanno rieletto anche gli altri membri del consiglio di amministrazione, tra cui i co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters, insieme a Richard Barton, Mathias Döpfner, Leslie Kilgore, Strive Masiyiwa, Ann Mather, l’ambasciatrice Susan Rice, Brad Smith, Anne Sweeney ed Ellie Mertz. Oltre all’incarico in Netflix, Hoag siede anche nei consigli di amministrazione di Zillow Group e Peloton Interactive. Fa parte inoltre del comitato consultivo per gli investimenti dell’Università del Michigan, del board of trustees della Northwestern University e del board of trust della Vanderbilt University.
Fonte: Variety
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Cr. Ore Huiying/Getty Images for Netflix




