Netflix difende l’accordo con Warner Bros.: «Non è la fine di Hollywood»

Dopo l’offerta ostile di Paramount Skydance, Ted Sarandos e Greg Peters ribadiscono la solidità dell’operazione, la fiducia nei regolatori e l’impegno sulle uscite in sala dei film
netflix warner brosCr. Shuttershock

Netflix prova a blindare l’operazione Warner Bros. Discovery e lo fa parlando direttamente ai propri dipendenti, ma con dichiarazioni che hanno un peso evidente anche all’esterno. Ted Sarandos e Greg Peters, co-CEO della piattaforma, sono tornati sull’accordo annunciato il 5 dicembre per l’acquisizione degli asset di Warner Bros., HBO e HBO Max, un’operazione da 82,7 miliardi di dollari di enterprise value che nelle ultime settimane è stata messa sotto pressione dall’offerta ostile lanciata da Paramount Skydance guidata da David Ellison. In un memo interno, poi reso pubblico tramite un deposito alla SEC, i due manager ribadiscono la solidità dell’intesa e respingono l’idea che possa rappresentare una minaccia per Hollywood.

Secondo Sarandos e Peters, la mossa di Paramount era ampiamente prevista. «Era del tutto prevedibile. Ma abbiamo un accordo solido in essere. È ottimo per i nostri azionisti, ottimo per i consumatori e un modo forte per creare e proteggere posti di lavoro nel settore. Siamo fiduciosi di portarlo a termine — e siamo sinceramente entusiasti di ciò che ci aspetta», scrivono nel documento. Un messaggio che punta a rassicurare sia sul fronte interno sia su quello finanziario, mentre Paramount Skydance propone una valutazione complessiva più alta, pari a 108,4 miliardi di dollari.

Uno dei nodi centrali resta quello regolatorio, ma anche su questo Netflix si dice sicura. I due co-CEO affermano di credere «nel valore che crea» l’operazione e di essere convinti di ottenere le approvazioni necessarie. A sostegno della tesi citano anche i dati Nielsen: dopo la fusione con Warner Bros., la quota di visione negli Stati Uniti salirebbe dall’8% al 9%, restando comunque dietro a YouTube e a una possibile combinazione Paramount/WBD. «I fondamentali sono chiari: questo accordo è a favore dei consumatori, dell’innovazione, dei lavoratori, dei creatori e della crescita», spiegano.

Particolare attenzione viene dedicata al tema delle sale cinematografiche, cruciale per l’industria e per il box office. Sarandos e Peters ribadiscono l’impegno a mantenere l’uscita in sala dei film Warner Bros., allontanando i timori di una svolta esclusivamente streaming. «Il cinema è una parte importante del loro business e della loro eredità, e non vogliamo cambiare ciò che rende Warner Bros. così preziosa», si legge nel memo. E ancora: «Se questo accordo fosse avvenuto due anni fa, successi come Minecraft e Superman sarebbero comunque usciti sul grande schermo come hanno fatto — ed è così che intendiamo continuare».

Alle critiche più radicali, che dipingono l’operazione come “la fine di Hollywood”, Netflix risponde con una linea netta. «Lo sentiamo dire da molto tempo — anche quando abbiamo iniziato l’attività dello streaming. La nostra posizione allora come oggi è la stessa: lo vediamo come una vittoria per l’industria dell’intrattenimento, non la sua fine». Secondo i co-CEO, l’accordo è orientato alla crescita e non comporterà sovrapposizioni o chiusure di studi: «Stiamo rafforzando uno degli studi più iconici di Hollywood, sostenendo i posti di lavoro e garantendo un futuro sano alla produzione cinematografica e televisiva».

In attesa dei prossimi passaggi, Netflix conferma di aver affidato il dossier a «un team piccolo ma molto forte di esperti», mentre il resto dell’azienda resta concentrato sugli obiettivi strategici fissati per il 2026. Un segnale di continuità che punta a rassicurare il mercato e, soprattutto, un’industria che osserva l’operazione con attenzione crescente.

Fonte: Variety

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