Netflix ha valutato una distribuzione al cinema prima dell’accordo con Warner Bros.

I co-CEO Sarandos e Peters rivelano i dibattiti interni sul lancio di un business theatrical e spiegano perché non è mai davvero diventato una priorità

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Prima dell’accordo con Warner Bros. Discovery, Netflix aveva seriamente discusso la possibilità di aprire una propria attività di distribuzione cinematografica. Un’ipotesi rimasta però sul tavolo senza mai tradursi in un progetto concreto, mentre l’azienda era concentrata quasi esclusivamente sull’espansione dello streaming. A raccontarlo sono stati i co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters, intervenuti durante la presentazione dei risultati del quarto trimestre 2025.

Secondo i due dirigenti, l’idea di portare in modo strutturato i film originali Netflix nelle sale non è mai stata respinta per principio. Al contrario, è stata più volte oggetto di confronto interno. «Abbiamo discusso molte volte nel corso degli anni se costruire o meno una macchina di distribuzione cinematografica», ha spiegato Sarandos. «E in un mondo fatto di definizione delle priorità e risorse limitate, semplicemente non è entrata tra le priorità» ha aggiunto. Il motivo principale è stato la crescita rapidissima del core business streaming, che richiedeva investimenti continui e un’attenzione totale da parte del management.

Questa scelta strategica ha contribuito a consolidare l’idea di un Netflix disinteressato al box office, un’immagine rafforzata anche dalle dichiarazioni dello stesso Sarandos nel 2025, quando definì l’esperienza collettiva dell’andare al cinema «un’idea superata». Oggi, però, il contesto è cambiato e il dirigente invita a rileggere quelle parole alla luce delle condizioni di allora. «Non eravamo nel business cinematografico quando ho fatto quelle osservazioni», ha chiarito. E ancora: «Ricordate, l’ho detto molte volte: questo è un business, non una religione. Quindi le condizioni cambiano. Le intuizioni cambiano. E abbiamo una cultura che rivaluta le cose quando succede».

Sarandos ha ricordato come Netflix abbia già dimostrato di saper rivedere posizioni considerate per anni definitive, citando i precedenti cambi di rotta su pubblicità, diritti sportivi ed eventi dal vivo. La distribuzione cinematografica rientra oggi in questa stessa logica di rivalutazione, soprattutto dopo l’intesa con Warner Bros., che porterà in dote una struttura theatrical globale e consolidata. «Avremo il vantaggio di un’attività di distribuzione cinematografica su scala, di livello mondiale, con oltre 4 miliardi di dollari di box office globale», ha detto Sarandos, aggiungendo che l’obiettivo è «mantenerla e rafforzare ulteriormente quel business». Nell’ambito dell’operazione, il manager si è anche impegnato a preservare una finestra di esclusiva in sala di 45 giorni per i film Warner Bros.

Greg Peters ha sottolineato come Netflix fosse già consapevole del valore del modello cinematografico, definendolo «un complemento efficace al modello streaming». Tuttavia, ogni volta che il tema di costruire una distribuzione interna tornava d’attualità, «eravamo impegnati a investire in altre aree». Nel frattempo, alcune uscite evento hanno confermato il potenziale della sala anche per i titoli Netflix. Dal finale di Stranger Things 5, che ha superato i 25 milioni di dollari al botteghino, fino alle distribuzioni limitate di KPop Demon Hunters, la piattaforma ha raccolto segnali incoraggianti. Segnali che oggi, con l’accordo Warner Bros., assumono un peso strategico completamente diverso.

Fonte: Variety

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