Netflix apre ai cinema: cosa c’è dietro all’accordo con AMC Theatres

Il colosso delle streaming e la catena numero uno al mondo proporranno in sala KPop Demon Hunters e il finale di Stranger Things. Due eventi parte di una strategia ben precisa
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Netflix e AMC Theatres, dopo anni di distanze e visioni opposte sul futuro del cinema, sembrano aver trovato un punto d’incontro. Il colosso dello streaming e la principale catena cinematografica mondiale hanno avviato una collaborazione strategica che segna un cambio di rotta per entrambi: da un lato, Netflix inizia a trattare le sale non più solo come uno strumento per qualificarsi ai premi, ma come una parte integrante della propria strategia di marketing e distribuzione; dall’altro, AMC, che negli ultimi anni ha sofferto una significativa contrazione degli incassi, apre le porte a un nuovo modello di sfruttamento delle uscite evento, capace di richiamare il pubblico con titoli già noti e molto amati dalle community digitali.

Il primo passo di questa rinnovata alleanza è stata la distribuzione di KPop Demon Hunters, che AMC ha accettato di proiettare in 300 sale nel weekend di Halloween, accompagnando la riedizione cinematografica del film animato targato Netflix. Si tratta di una svolta per entrambe le società: AMC, infatti, aveva sempre rifiutato di programmare film provenienti dal catalogo streaming, in disaccordo con la politica di Netflix sulle finestre di esclusiva. Il successo estivo della versione karaoke del film – capace di incassare circa 18 milioni di dollari nel weekend, nonostante l’assenza del circuito AMC – ha però convinto la catena a cambiare approccio.

Come riporta Variety, «per molto tempo l’interesse principale di Netflix nel distribuire film al cinema era legato ai premi o al soddisfare i talenti coinvolti – spiega Alicia Reese, vicepresidente della ricerca azionaria di Wedbush Securities – Netflix ha più interesse ora nel cercare di massimizzare la portata dei suoi contenuti». Un cambio di prospettiva che coincide anche con il tentativo del gigante dello streaming di consolidare il valore culturale dei propri titoli, spesso percepiti come effimeri rispetto alle uscite tradizionali. AMC, da parte sua, ha definito la partnership come una collaborazione «basata sulle opportunità reciprocamente vantaggiose che potrebbero nascere». Un segnale di apertura che si tradurrà in ulteriori eventi speciali: il finale di due ore di Stranger Things 5 sarà proiettato nelle sale AMC la notte di Capodanno e il giorno successivo, in contemporanea con il debutto su Netflix.

Secondo l’analisi, l’interesse di Netflix per il grande schermo è dovuto anche alla necessità di trattenere autori e progetti di rilievo, dopo la perdita di titoli come Wuthering Heights di Emerald Fennell, passato a Warner Bros., o dei fratelli Duffer, approdati a Paramount. Tuttavia, la società continua a considerare le uscite in sala non come una strategia economica, ma come «un’operazione di marketing per entusiasmare i fan e riportarli sulla piattaforma». In questa ottica si inseriscono anche i prossimi piani di distribuzione: Narnia di Greta Gerwig, previsto per il 2026, avrà un’esclusiva di due settimane in formato Imax nelle sale AMC e in altri circuiti, mentre The Adventures of Cliff Booth di David Fincher, spin-off di C’era una volta a… Hollywood con Brad Pitt, potrebbe arrivare in sala nell’estate 2026.

Il CEO di Netflix Ted Sarandos ha però ribadito che «la nostra strategia è offrire ai nostri abbonati film in prima visione esclusiva su Netflix». Non è quindi previsto un ritorno massiccio alla distribuzione cinematografica in stile Amazon MGM, ma una selezione mirata di eventi pensati per rafforzare i franchise più popolari. Come ha dichiarato un esercente citato da Variety, «Netflix non annuncerà mai un vero listino cinematografico, ma sceglierà di volta in volta quando avrà qualcosa di speciale, ed è esattamente ciò che tutti volevano».

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