Nel panorama del cinema indipendente internazionale si muovono in queste ore trattative che potrebbero ridisegnare gli equilibri di uno dei marchi più riconoscibili degli ultimi anni. Neon, studio e società di distribuzione diventata sinonimo premio Oscar e di un modello agile ma ambizioso, sarebbe al centro di un confronto con un soggetto produttivo relativamente giovane ma già molto connesso all’industria statunitense.
Secondo quanto riportato da Variety, Department M sarebbe in trattative per acquisire una quota significativa di Neon. Department M è una società fondata due anni fa da Mike Larocca e Michael Schaefer e, sempre stando alle informazioni citate, l’operazione verrebbe sostenuta da un consorzio di investitori privati. Lo stesso Department M, quando è nato nel 2024, è stato finanziato da investitori privati: un dettaglio che aiuta a inquadrare la struttura dell’eventuale ingresso nel capitale di Neon e il tipo di backing disponibile per un’operazione di questo genere.
Per Neon non sarebbe la prima volta che si esplora la strada di una cessione: nel 2022, infatti, la società aveva già valutato una vendita, ma l’ipotesi di accordo con Steven Rales, imprenditore legato alla società di produzione Indian Paintbrush, non si è poi concretizzata. Il fatto che la questione torni oggi sul tavolo dice molto del momento attraversato dal mercato indie, sempre più conteso tra consolidamento, nuovi capitali e la necessità di costruire filiere che uniscano produzione e distribuzione in modo stabile.
Il valore di Neon, d’altra parte, è legato a una combinazione rara: identità editoriale forte e risultati tangibili. Lo studio è stato fondato nel 2017 da Tom Quinn, in precedenza a capo di Radius ed ex executive di Magnolia, e negli ultimi anni ha consolidato la propria immagine grazie a scelte capaci di coniugare prestigio e, in alcuni casi, un impatto commerciale notevole. Parasite e Anora hanno entrambi conquistato l’Oscar per il miglior film, un doppio risultato che ha ulteriormente rafforzato la percezione di Neon come brand “caldo” nel circuito indipendente e nei grandi appuntamenti dei premi.
Accanto ai titoli che hanno dominato la conversation awards, Neon continua a costruire una line-up ampia: tra i crediti recenti vanno ricordati Sentimental Value di Joachim Trier, It Was Just An Accident” di Jafar Panahi (vincitore della Palma d’Oro), The Secret Agent di Kleber Mendonça Filho, Sirât di Oliver Laxe, No Other Choice di Park Chan-wook e Arco di Ugo Bienvenu. Un elenco che evidenzia il presidio del cinema d’autore internazionale, ma che si affianca anche a una scommessa più dichiaratamente box office come Longlegs, horror andato vicino ai 130 milioni di dollari d’incasso.
Per ora, però, sullo stato delle trattative non filtrano dettagli ulteriori. Department M ha rifiutato di commentare, mentre un portavoce di Neon non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. In attesa di sviluppi, resta un dato: se l’operazione dovesse avanzare, l’ingresso di nuovi capitali in uno dei marchi indie più influenti degli ultimi anni potrebbe avere effetti diretti sulla capacità di Neon di sostenere acquisizioni, campagne awards e, soprattutto, titoli con un profilo commerciale più ampio.
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