Con 155 film realizzati, il 2011 è stato l’anno più produttivo, dopo il 1960, della storia recente del nostro cinema. E’ questo uno dei dati contenuti nel “Rapporto 2011. Il Mercato e l’Industria del Cinema in Italia” curato dall’Area Studi della Fondazione Ente dello Spettacolo, in collaborazione con Cinecittà Luce, Anica e DG Cinema-MiBAC, e presentato all’Università Luiss “Guido Carli” di Roma. “Dopo un 2010 in cui il cinema italiano era tornato al successo del box office, nel 2011 il comparto ha cercato di risolvere gli annosi problemi legati al finanziamento delle produzioni, alla lentezza del processo di digitalizzazione, alla chiusura delle sale urbane – ha spiegato il presidente della Fondazione Dario Vigano’ – e la realizzazione di 155 film conferma la conquista di importanti quote di mercato”. Il cinema italiano infatti, nel 2011 ha conseguito una quota del 37,5% , e quella americana del 46,7%; elevate anche le cifre degli investimenti privati stimati in 333 milioni, ovvero l’88,8 % delle risorse totali. Sono cresciuti anche gli occupati (+4,9%) in controtendenza con ogni altro settore; nella Top 20 dei film con i maggiori incassi, nove sono italiani, con in testa ‘Che bella giornata’ (43 mln di incasso). Lo scenario però cambia con la fine del 2011 e l’inizio dell’anno in corso, come hanno fatto notare i relatori della presentazione. “I dati di questo inverno non sono certo buoni come quelli del 2011 che rappresentano comunque un successo del cinema commerciale”, ha spiegato Luciano Sovena, responsabile prodotto cinema di Istituto Luce Cinecittà. “Il problema è per le opere prime e seconde che hanno difficoltà ad essere distribuite, e nella stagione ancora troppo corta”. Letta, vicepresidente e amministratore delegato di Medusa ha prima rassicurato di nuovo sul futuro della società: che “non chiude né si trasferisce a Milano”, confermando poi che Medusa ridimensionerà la produzione nazionale e l’acquisto internazionale causa riduzione degli introiti pubblicitari contrattisi tra i 5 e i 7 punti. “Dobbiamo fare tutti un passo indietro per realizzare lo stesso numero di film con meno soldi”, ha concluso Letta. D’accordo l’amministratore delegato di RaiCinema, Paolo del Brocco che ha dichiarato: “Con la crisi che c’è bisogna stare attenti ai compensi dei vari soggetti impegnati nel cinema è anche un problema morale”.
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