Nastri d’Argento, vincono Quatriglio e Treves

Saranno assegnati questa sera a Roma i Nastri d’Argento per il documentario, Intanto sono stati resi noti i vincitori. Si tratta di Costanza Quatriglio, che fa il bis con Triangle dopo Terramatta e di Giorgio Treves, autore del film dedicato a Gian Luigi Rondi, Vita cinema passione: i due documentari si sono affermati nelle sezioni ‘cinema del reale’ e ‘cinema e spettacolo’ e sono stati votati dalla giuria del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. I premi ai migliori film del 2014 si aggiungono ai tre Nastri dell’anno, già annunciati, che stasera alla Casa del Cinema di Roma ritirano Gianni Amelio, Gabriele Salvatores e Walter Veltroni per Felice chi è diverso, Italy in a Day, Quando c’era Berlinguer: Premi speciali, dai giornalisti cinematografici, al film di Jacopo Quadri La scuola d’estate, a La zuppa del demonio di Davide Ferrario, a Giulio Andreotti: Il cinema visto da vicino di Tatti Sanguineti e al documentario di Giancarlo Soldi Nessuno siamo perfetti. Nastro d’Argento speciale, infine, a Marco Spagnoli autore, tra gli altri, di documentari su Sophia Loren, Walt Disney in Italia e di Enrico Lucherini: Ne ho fatte di tutti i colori. Una menzione collettiva segnala il progetto d’autore sul ‘compleanno’ dell’Istituto Luce 9×10 Novanta. Infine Qualcosa di noi di Wilma Labate si è aggiudicato il premio per la migliore protagonista, Jana. Istituto Luce Cinecittà ha vinto nelle principali categorie del documentario. Dichiara Roberto Cicutto, presidente e amministratore delegato della società pubblica: “Anche quest’anno la meritevole attenzione del Sindacato Giornalisti Cinematografici per il documentario, premia Istituto Luce-Cinecittà conferendo il Nastro a documentari prodotti o distribuiti da noi. Non possiamo che esserne riconoscenti e orgogliosi del nostro lavoro in un settore in forte espansione in tutto il mondo. Allora tutto bene? Assolutamente no, perchè tanti sforzi dei nostri autori e di chi come noi cerca di dare visibilità a questo genere, si scontrano con le barriere e le difficoltà della programmazione in sala e in televisione. Una politica più attenta di diversificazione dell’offerta nei cinema e un maggior sforzo anche coproduttivo da parte delle reti televisive (che pure nel tempo del digitale terrestre e dei canali tematici qualcosa di più stanno facendo) rappresenterebbero la ciliegina sulla torta chiudendo un cerchio virtuoso”.

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