Il Museo Nazionale del Cinema di Torino chiude il 2025 con oltre 760.000 visitatori alla Mole Antonelliana, confermandosi come una delle principali istituzioni culturali italiane dedicate alla settima arte. Un risultato rilevante, soprattutto se letto in continuità con il percorso di crescita degli ultimi anni, anche se inferiore rispetto al record assoluto registrato nel 2024.
Il confronto con l’anno precedente evidenzia infatti una flessione di circa il 7%: nel 2024 le presenze alla Mole erano state 818.000, il dato più alto di sempre per il Museo. Il calo del 2025, tuttavia, non viene interpretato come un’inversione di tendenza, ma come la conseguenza di fattori specifici che hanno inciso sull’afflusso di pubblico in alcuni periodi chiave dell’anno. In particolare, nei mesi di giugno e luglio l’ascensore panoramico della Mole Antonelliana è rimasto chiuso per manutenzione programmata, limitando una delle attrazioni più frequentate, soprattutto dai visitatori non residenti.
A sottolinearlo sono il presidente Enzo Ghigo e il direttore Carlo Chatrian, che commentano così il bilancio dell’anno: “È un risultato importante che conferma il trend positivo di crescita del nostro museo, anche se ha risentito della chiusura dell’ascensore panoramico per manutenzione programmata nei mesi di giugno e luglio”. Le presenze alla Mole rappresentano infatti solo una parte dell’attività complessiva del Museo Nazionale del Cinema.
Allargando lo sguardo all’intero sistema che ruota attorno alla fondazione, il 2025 restituisce numeri ancora più significativi. “La nostra fondazione consolida il suo ruolo di hub culturale a livello locale, nazionale e internazionale, con un coinvolgimento totale di quasi un milione di presenze se si contano tutte la attività afferenti al museo”, spiegano Ghigo e Chatrian. Nel conteggio rientrano il Cinema Massimo, i principali festival organizzati o promossi dal Museo – CinemAmbiente, Lovers Film Festival e Torino Film Festival – le attività del Torino Film Lab, oltre alle mostre e alle iniziative realizzate in collaborazione con enti e istituzioni culturali.
Il quadro complessivo evidenzia quindi un’istituzione capace di mantenere livelli di affluenza molto elevati anche dopo un anno eccezionale come il 2024, confermando la solidità del progetto culturale avviato negli ultimi anni. “È un importante riconoscimento che ci rende orgogliosi e che ci motiva a proseguire in questa direzione, portando avanti una politica culturale di rinnovamento in sinergia con le istituzioni del territorio e in costante dialogo con i più importanti referenti nazionali e internazionali”, concludono presidente e direttore, ribadendo una strategia orientata alla continuità e allo sviluppo.
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