Müller, anno decisivo per il Festival di Roma

«È l’anno decisivo per capire se il festival andrà avanti. Questa settima edizione rappresenta un banco di prova. Alla fine la comunità internazionale del cinema deciderà se continuare a scommettere su Roma». È chiaro Marco Müller, direttore del Festival di Roma nell’intervista pubblicata oggi su ‘Il Messaggero’. Dice di non temere eventuali cambiamenti politici che potrebbero mettere fine al festival; in quel caso «ne prenderò atto e ritroverò una casella libera nel panorama mondiale: fabbrico rassegne cinematografiche dal 1978 e continuerò a farlo altrove». Müller poi spiega come intende il festival: «Come la sede ideale per le anteprime mondiali. Non il terzo o quarto passaggio dei film come è stato in passato. Oggi il secondo festival italiano dopo Venezia non è Roma. E nemmeno Torino. Per importanza e prestigio, dopo la Mostra vengono le Giornate del cinema muto di Pordenone. Bisogna lavorare sodo per dare all’evento di Roma un’identità nuova: da una parte la festa popolare, dall’altra un festival capace di puntare sulla curiosità di giovani studenti».

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