Mpaa, successi per l’antipirateria in Usa

Secondo la Motion Picture Association of America (Mpaa), negli Stati Uniti gli sforzi dell’antipirateria si stanno dimostrando di crescente successo. Come riporta ‘Screen Daily’, Josh Malcom, che guida le operazioni antipirateria internazionali dell’Mpaa, ha dichiarato: «Servono attività di intelligence, buone leggi, investigatori zelanti, procuratori che formulino condanne e giudici che arrivino a sentenze appropriate. Negli Usa ci sono la maggior parte di questi elementi». Malcom attribuisce il 90% della pirateria in Usa alla registrazione illegale di film dalle sale cinematografiche ma sostiene che ci sono stati dei successi nella lotta a questa forma di contraffazione: «Ci sono stati molti arresti negli ultimi due anni». Nel 2008, infatti, sono stati individuati in America 170 pirati “professionisti” che partivano dalla registrazione illegale in sala (molti meno del 2007) mentre a metà 2009 sono solo 62. Secondo l’Mpaa gli Usa costituiscono un esempio positivo in confronto ai Paesi dove la diffusione della pirateria è epidemica. Uno studio del 2006 ha rilevato che l’80% della pirateria ha luogo al di fuori degli Usa e solo il 20% (che ammonta a 1,3 miliardi di dollari di perdite) avviene sul suolo americano. L’economista Stephen Siwek ha stimato che la pirateria cinematografica è costata all’economia d’Oltreoceano 140.030 posti di lavoro nel 2005.

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