Mostra del Cinema, Buttafuoco allonta le voci sull’addio di Barbera

In un'intervista al Sole 24 Ore, il presidente della Biennale ha messo a tacere i rumor sui possibili sostituti dell'attuale direttore artistico della kermesse
Pietrangelo Buttafuoco conferma Antonio BarberaPietrangelo Buttafuoco e Antonio Barbera. Cr. Daniele Venturelli/WireImage (Getty Images)

Da domani, mercoledì 27 agosto 2025, si apre ufficialmente la Mostra del Cinema di Venezia, che fino al 6 settembre porterà al Lido star internazionali e cinema d’autore. L’avvio della kermesse è però stato accompagnato da giorni di indiscrezioni e voci sul futuro della direzione artistica. Due nomi, Giulio Base e Antonio Monda, sono emersi come possibili candidati in vista del “dopo Barbera”, entrambi sostenuti da referenti politici e con ottimi rapporti oltreoceano. Secondo quanto riportato, Base sarebbe in pole position, con l’appoggio della sottosegretaria Lucia Borgonzoni, mentre Monda, già alla guida della Festa del Cinema di Roma, potrebbe contare sulla rete di relazioni costruita a New York e a Hollywood. Rumor che hanno agitato il Lido e aperto a scenari di interferenze della politica nelle scelte future della Biennale.

A spegnere le speculazioni è però intervenuto con fermezza il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, alla vigilia dell’apertura. «Fatti, non salotti – ha dichiarato al Sole 24 OreBarbera non è in scadenza e nella decisione del Cda di Biennale non c’è pregiudizio verso un secondo, un terzo o un quarto, fosse pure un decimo, mandato per i direttori. Laddove eccellono, restano. Fatti, appunto, non salotti». Una presa di posizione netta, che chiude la porta alle suggestioni di corridoio e ribadisce la piena fiducia nell’attuale direttore artistico, Alberto Barbera, in carica almeno fino al 2026.

Buttafuoco ha voluto sottolineare come la Mostra stessa, con i suoi numeri, confermi la bontà del lavoro svolto. L’edizione dello scorso anno ha registrato un incremento del 14% nei biglietti venduti al pubblico, saliti a 94.703 contro gli 83.266 del 2023, e un aumento del 6,5% negli accrediti, passati da 13.023 a 13.866. Un risultato ottenuto a fronte di costi rimasti invariati a livello complessivo (23 milioni), con un contributo del Ministero della Cultura stabile a 13,5 milioni, ma con un incremento delle spese dirette della Mostra da 16 a 18 milioni.

L’inaugurazione di questa edizione, affidata al nuovo film di Paolo Sorrentino La grazia, sarà accompagnata da un parterre che spazia da George Clooney a Julia Roberts, fino al cinema più impegnato con registi come Kathryn Bigelow e con omaggi a figure come Goffredo Fofi. In questo contesto, le parole del presidente segnano una linea chiara: la Mostra non è terreno di salotti o di manovre politiche, ma il frutto di professionalità riconosciute. E Alberto Barbera, ribadisce Buttafuoco, resta saldamente al timone.

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