Matthew McConaughey e Michael Caine hanno “ceduto” le loro voci all’AI

Gli attori collaborano con un'azienda specializzata in audio AI per ricreare versioni digitali autorizzate, unendo innovazione tecnologica e identità artistica

primi piani di matthew mcconaughey e michael caineCr. Gareth Cattermole/Gabriel Kuchta (Getty Images)

Matthew McConaughey e Michael Caine hanno scelto di affidare le proprie voci all’intelligenza artificiale, diventando i nuovi protagonisti di un esperimento che unisce tecnologia e narrazione. I due attori hanno infatti firmato un accordo con ElevenLabs, azienda specializzata in audio AI, per creare versioni sintetiche e autorizzate delle loro voci, che potranno essere utilizzate in nuovi progetti digitali e multimediali.

McConaughey, che collabora con la società newyorkese fin dalla sua fondazione nel 2022, ha deciso anche di investire in ElevenLabs, senza rendere nota la cifra. L’attore utilizzerà la tecnologia dell’azienda per pubblicare una versione in lingua spagnola della sua newsletter Lyrics of Livin’, mantenendo la propria voce riconoscibile anche nella traduzione automatica. «Fin dalla nostra prima conversazione, sono rimasto colpito da come il team di ElevenLabs sia riuscito a trasformare la magia della tecnologia di base in prodotti utilizzati quotidianamente da creatori, aziende e narratori» ha dichiarato McConaughey. «Ho lanciato Lyrics of Livin’ per condividere storie e idee con chi vuole ascoltarle nella mia voce. Ora, grazie a ElevenLabs, Lyrics of Livin’ si espande con un’edizione in spagnolo, che ci permetterà di raggiungere e connetterci con ancora più persone. A tutti coloro che costruiscono con la tecnologia vocale: continuate. State contribuendo a creare un futuro in cui possiamo alzare lo sguardo dagli schermi e connetterci attraverso qualcosa di senza tempo come l’umanità stessa: la nostra voce».

Michael Caine, 92 anni, entra invece ufficialmente nel nuovo Iconic Voice Marketplace lanciato da ElevenLabs, una piattaforma che consente a società e team creativi di chiedere l’autorizzazione per utilizzare la voce digitale di artisti e personaggi noti. In questo modo, le aziende potranno impiegare le voci per narrazioni, audiolibri o contenuti personalizzati, ma solo con approvazione diretta dei titolari dei diritti – tema molto scottante, come dimostrano le proteste di Hollywood nei confronti di OpenAI. Nel video di presentazione, la voce sintetica dell’attore britannico afferma: «Ogni nuova conquista tecnologica è accolta con cautela — e a ragione. Ma ogni volta prevalgono la passione, l’arte e la creatività umana. La tecnologia è solo il mezzo. Questa è l’umanità — amplificata».

Il marketplace comprende anche le voci digitali di Liza Minnelli, Judy Garland, John Wayne, Laurence Olivier, Maya Angelou, Alan Turing e Babe Ruth, e secondo ElevenLabs rappresenta una soluzione etica per l’uso controllato e autorizzato delle voci celebri. Caine ha spiegato la sua scelta con queste parole: «Per anni ho prestato la mia voce a storie che hanno emozionato le persone — racconti di coraggio, di ingegno, di spirito umano. Ora aiuto gli altri a trovare la propria voce. Con ElevenLabs possiamo preservare e condividere le voci — non solo la mia, ma quelle di chiunque. ElevenLabs è all’avanguardia, usa l’innovazione non per sostituire l’umanità, ma per celebrarla. Fornisce a tutti gli strumenti per essere ascoltati. Non si tratta di sostituire le voci, ma di amplificarle, aprendo porte a nuovi narratori in tutto il mondo. Ho trascorso una vita raccontando storie. ElevenLabs aiuterà la prossima generazione a raccontare le proprie». Il CEO e cofondatore Mati Staniszewski ha dichiarato che il nuovo marketplace «dimostra come l’intelligenza artificiale possa espandere in modo responsabile le opportunità per studi e talenti, migliorando la narrazione».

Negli ultimi mesi, ElevenLabs ha consolidato la sua posizione nel settore, raggiungendo una valutazione di 6,6 miliardi di dollari dopo un’operazione di riacquisto azionario da 100 milioni destinata ai dipendenti. In appena un anno, il numero dei collaboratori è passato da 70 a oltre 330, confermando la crescita dell’azienda oggi al centro del dibattito globale sull’uso etico delle voci sintetiche e sull’impatto dell’intelligenza artificiale nella creatività umana.

Fonte: Variety

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