Margot Robbie bacchetta Hollywood: «Fate film per il pubblico»

L'attrice protagonista di Cime Tempestose ha parlato del suo rapporto con gli spettatori e l'industria cinematografica, prendendo una netta posizione
margot robbieCr. Don Arnold/WireImage (Getty Images)

In un momento in cui l’industria sembra oscillare tra inseguimento dei trend e paura del giudizio, Margot Robbie torna a ribadire una posizione molto netta sul senso del fare cinema. L’attrice e produttrice australiana, oggi protagonista di Cime tempestose insieme a Jacob Elordi, ha parlato del suo rapporto con gli spettatori durante una recente intervista video per GQ Australia. Il punto di partenza un richiamo diretto a Hollywood: i film dovrebbero essere pensati prima di tutto per chi compra il biglietto.

Robbie ha spiegato di ragionare costantemente in funzione della risposta emotiva del pubblico, e di non farsi condizionare dal possibile verdetto della critica. «Considero sempre il pubblico. Non sono mai, mai stata sul set e ho pensato: “Cosa penseranno i critici di questo?”» ha detto. Il suo pensiero, racconta, va altrove: «Io penso: “Cosa proverà un pubblico in questo momento? Quale sarà la loro risposta emotiva?”». E poi la frase con cui bacchetta il sistema: «Credo che si debbano fare film per le persone che compreranno i biglietti per vedere i film. È così semplice».

Un’idea che trova riscontro anche nel modo in cui Robbie descrive il lavoro con Emerald Fennell, regista di Cime tempestose. Secondo l’attrice, ciò che rende speciale la collaborazione è l’attenzione quasi istintiva all’esperienza in sala, alla vibrazione emotiva che un film lascia addosso, più che alla costruzione di un concetto “importante” sulla carta. «Amo lavorare con Emerald perché lei dà sempre priorità a un’esperienza emotiva rispetto a un’idea cerebrale» ha spiegato Robbie, sottolineando la capacità della regista di rinunciare a soluzioni brillanti ma fredde quando non servono davvero a coinvolgere lo spettatore. «È molto intelligente. Ha grandi idee, ma lascia che un’idea bella vada in secondo piano per offrire l’opzione che sarà più entusiasmante per il pubblico. Apprezzo davvero questa cosa di lei».

Il caso di Cime tempestose, del resto, sembra perfetto per dare corpo a questo discorso. Il film ha debuttato in vetta al box office domestico, ma con reazioni polarizzate tra gli spettatori: un risultato che, a quanto pare, non spaventa affatto Robbie. Anzi, per lei la conversazione che si accende intorno a un titolo – anche quando divide – è un segnale vitale, il segno che un film ha colpito nel segno e non è passato inosservato. Un approccio che richiama anche il percorso di Fennell, già capace in passato di spaccare il pubblico con Promising Young Woman e Saltburn, entrambi prodotti da Robbie.

Font: GQ Australia

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