All’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior, nell’ambito della Mostra di Venezia 82, la Marche Film Commission ha presentato un bilancio dei suoi primi tre anni di attività e due nuovi progetti che ne confermano la crescita e la vocazione internazionale. Alla conferenza, moderata da Federico Pontiggia, sono intervenuti Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, e Iginio Straffi, CEO di Rainbow Spa.
Agostini ha ricordato come la regione, solo due anni e mezzo fa, fosse ancora poco conosciuta come brand cinematografico, «un territorio attraversato ma non raccontato», e come da allora la strategia sia stata quella di puntare sulla forza delle idee e delle storie. Da questo approccio è nato lo short film utilizzato come biglietto da visita promozionale, cui oggi si affianca un “sequel” più maturo, con maggiore varietà paesaggistica e narrativa. In anteprima è stato inoltre mostrato il trailer di Sakura サクラ – Land of Symphony, cortometraggio realizzato da Poliarte e Rainbow con il supporto della Film Commission, che sarà presentato a Expo Osaka 2025.
Il bilancio dei tre anni parla di numeri significativi: 16 milioni di euro complessivi, di cui 13,6 milioni destinati a bandi di produzione e 2,4 milioni al sostegno delle sale. Nel dettaglio, 9,4 milioni sono andati a film e serie, 1,6 milioni a documentari, cortometraggi e format. In totale sono stati finanziati 52 progetti, tra cui 26 film e serie, con un totale di 66 produzioni sostenute considerando anche quelle nate spontaneamente grazie all’attrattiva del territorio. Di queste, 34 sono state completate, 15 hanno avuto selezioni in festival e 14 sono arrivate nelle sale. L’impatto economico stimato sul territorio è stato calcolato in 3,54 euro di ricaduta per ogni euro investito, con quasi 50 milioni di ritorno su 13,6 milioni di spesa.
Un risultato che, come ha sottolineato il responsabile di Marche Film Commission Francesco Gesualdi, «non ha bisogno di commenti, sono grandi numeri per noi. Tre anni fa per motivi diversi le Marche nel cinema esistevano assai poco. È stato fatto un lavoro straordinario che va condiviso con la struttura, tutte le persone lo sono state tra mille difficoltà. Siamo pochi ma agguerriti e appassionati. La missione è compiuta, ma c’è tanto ancora da fare e lo faremo».

Iginio Straffi, ospite del panel come rappresentante delle eccellenze del territorio, ha evidenziato il ruolo strategico dell’animazione, settore che ha portato le Marche nel mondo grazie a Rainbow, che oggi conta tra le varie aziende circa 850 dipendenti tra Italia, Stati Uniti e Canada e un migliaio di collaboratori indiretti. Nel corso dell’intervento ha ricordato come la formazione sia stata fondamentale per creare un’industria, dall’esperienza della Rainbow Academy fino all’integrazione dei corsi di cinema e animazione all’Accademia Poliarte di Ancona. «Per fare audiovisivo bisogna formare i talenti – ha dichiarato – ed è una sinergia che può accrescere sia l’attrattività della regione sia lo sviluppo creativo».
Rainbow, ha spiegato Straffi, mantiene oggi una peculiarità di indipendenza dopo la chiusura della partnership con Paramount e l’ingresso di Mediobanca come socio di minoranza. «L’operazione è stata coraggiosa, non so se la rifarei, fare debiti per il 100% dell’indipendenza… abbiamo avuto l’opportunità di avere come socio Mediobanca, abbiamo ceduto a loro una quota di minoranza, ci hanno tolto il debito residuo e con la parte restante abbiamo fondi per altre acquisizioni, per poter crescere ancora» ha detto. La direzione è quella di fare massa critica e promuovere un sistema virtuoso di aggregazioni per avere un peso maggiore anche a livello internazionale.
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