Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà da giugno 2024, è finita al centro di indiscrezioni su un possibile cambio di destinazione professionale, mentre sulla gestione della società pubblica si sommano verifiche e approfondimenti da parte degli organi di controllo. L’ipotesi, riportata da La Stampa, è quella di un suo possibile passaggio a Rai Cinema, scenario che la manager, contattata dal quotidiano, ha detto di non poter confermare perché – a suo dire – non avrebbe ricevuto proposte: «Potete scrivere che Cinecittà è la mia vita, la storia della mia famiglia – ha puntualizzato – Non voglio interrompere il mio mandato».
Secondo quanto riferito, il contesto in cui matura la voce è segnato da due dossier che riguardano Cinecittà: da un lato un avviso della Corte dei Conti al Ministero della Cultura, dall’altro un’istruttoria dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) su due appalti del 2023 affidati direttamente e senza gara a One More Pictures, la società che Cacciamani guidava prima di assumere la guida di Cinecittà. L’11 febbraio, sempre stando alla ricostruzione del quotidiano, Cacciamani si è presentata all’Anac per un’audizione, spiegando che si trattava di un appuntamento richiesto da lei stessa.
Nel merito degli affidamenti contestualizzati da La Stampa, i due incarichi riguardano attività di comunicazione legate a Cinema Revolution, iniziativa pensata per incentivare il pubblico a tornare nelle sale: un appalto da 300 mila euro e uno da 350 mila, importi superiori alla soglia dei 150 mila richiamata nell’articolo. Cacciamani, riporta la testata, ha sostenuto che i progetti erano stati assegnati e pagati prima del suo arrivo e che la gestione precedente avrebbe operato secondo criteri d’urgenza. Resta però, secondo il quotidiano, l’interesse degli enti di controllo a verificare se la prassi degli affidamenti diretti sia proseguita anche dopo il suo insediamento.
Sul versante Corte dei Conti, viene riportato che i magistrati contabili avrebbero richiamato un passaggio di una delibera relativa alle attività 2023, in cui si dà conto di un miglioramento delle previsioni economiche per il 2024 grazie a interventi del Ministero della Cultura, definiti “progetti speciali”, che avrebbero consentito a Cinecittà di rientrare in area di patrimonio netto positivo.
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