Qualche settimana fa era venuto a mancare, a 75 anni, Marco Duradoni, imprenditore e produttore cinematografico pratese, considerato uno dei pionieri dell’home video in Italia. Figura visionaria e anticonformista, aveva segnato una stagione fondamentale per la diffusione del cinema, portando i film nelle case degli italiani attraverso videocassette e DVD.
La presidente di UNIVIDEO Luciana Migliavacca ha condiviso con Box Office un ricordo personale del collega ed amico Marco Duradoni; un ricordo molto sentito che è anche una cavalcata nella storia dell’home video, dalle prime VHS ai DVD, e non solo.
Nel gennaio 2013 Marco Duradoni aveva fondato con Luciana Migliavacca, la casa editrice audiovisiva Mustang Entertainment con la quale aveva collaborato sia Mediaset/RTI sia con Medusa oltre che con altre case indipendenti come I Wonder, Altre Storie.
Ecco il ricordo di Luciana Migliavacca su Marco Duradoni:
© RIPRODUZIONE RISERVATASì vero, era un pioniere, un creativo, un curioso e uno estroso.
Cominciò verso la fine degli anni 70 a occuparsi delle duplicazioni dei film su supporto fisico; all’epoca c’erano UMatix e Betamax, ma lui scelse le VHS, facendone la nuova tecnologia di quel momento. Certamente era molto interessato al mezzo, così poteva imparare, ma pensando già a come farlo fruttare.
Cominciò negli anni 80 ad acquisire diritti facendo un contratto con Mario Cecchi Gori che non sapeva proprio cosa fosse l’home video, ma che si fidò di lui iniziando a duplicare e vendere le VHS anche all’estero.
Questo “nuovo” lavoro – prima faceva il bancario – divertiva molto Marco Duradoni; lo gratificava e quindi capì che quella sarebbe stata la sua strada per il futuro.Io, all’inizio degli anni 80, lavoravo in Mondadori e mi occupavo, tra l’altro, della Open University e dei documentari scientifici da loro prodotti. Questi video erano da duplicare e, cercando cercando, qualcuno mi indicò la società CVR di Prato. Incontrai allora Duradoni e cominciai la mia prima pubblicazione di filmati in Home video incontrando quella che sarebbe stato poi il mio percorso professionale e di passione.
Un momento da ricordare su di lui? Quando, nel 1983, in un evento alla Fiera di Milano, erano esposte le locandine dei supporti in home video distribuiti da CGD con Roberto Guerrazzi, e, nello stesso spazio si videro quelle di Mondadori con La tavola periodica, La deriva dei continenti ecc. ma soprattutto quelle della CVR di Duradoni con Quel gran pezzo dell’Ubalda e Giovannona coscialunga… Non dico i commenti di chi passava e, guardando, sghignazzava.
Nel 1984, Marco Duradoni cambiò il nome alla sua società e la chiamò GVR sostituendo però subito il marchio con General Video di Prato, società “per sempre” di Marco Duradoni , anche ora.
Marco girava, incontrava, contrattava, gestiva. Aveva tantissimi amici che erano anche gli altri competitor. Tant’è che quando, nel 1988, Mondadori decise di entrare nel settore dei media – quindi anche con gli audiovisivi – fu chiamato appunto Duradoni che, da esperto quale era ormai diventato, ci aiutò a costruire quella meravigliosa società che era la Mondadori Video, nata nel febbraio del 1989. Gli fu chiesto di fare un accordo di collaborazione con noi, ma rispose che lui non si legava a nessuno e che era libero.Sempre nel 1998 si cominciò a parlare del nuovo supporto digitale: il DVD. E Duradoni, sempre avanti agli altri, realizzò il primo DVD uscito in Italia Die Hard 3 – Duri a morire.
Chi poteva fermare il pensiero imprenditoriale di Duradoni? Ormai il suo “lavoro” era diventata la sua passione. Quindi pensava al cinema, alla diffusione dei film, a come farli collezionare e a come far appassionare il pubblico e così.Arrivando al 1994, Duradoni, in accordo con Cecchi Gori, fece nascere la società Cecchi Gori Home Video, con una propria rete di agenti di vendita, con il compito di gestire sia la library sia i film nuovi, con la sua prima distribuzione home video.
Divenne amministratore della Cecchi Gori Group nel 1997 e decisero insieme di comperare Videomusic e TMC fino al 2000 quando iniziò la crisi e le reti furono vendute a Telecom.Ma Duradoni ebbe anche l’incarico di “sistemare” la grande crisi del Gruppo, calcio compreso, e nel 2005 decise, per quanto riguardava la sua General Video, di “consegnarla” in gestione distributiva a Medusa Video fino al 2013 anno in cui divenne ufficiale la società Mustang Entertainment di cui è stato amministratore fino al mese di luglio 2022.
Si ritirò dalla società per problemi di salute.
Però Marco Duradoni non è stato solo un imprenditore. Era anche un “uomo umano” come tutti con pregi e difetti, ma senza dubbio attento alla sua famiglia e alle persone con cui lavorava.
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