Lionsgate estende il contratto del CEO Jon Feltheimer

Dopo la separazione da Starz, lo studio conferma la guida storica e lega parte degli incentivi alla crescita del titolo in Borsa
Jon Feltheimer di lionsgateCr. Tom Cooper/Getty Images for SeriesFest

Lionsgate ha deciso di puntare ancora su Jon Feltheimer, prolungando di due anni il contratto del manager che guida lo studio da oltre un quarto di secolo. Il nuovo accordo porterà così la sua permanenza nel ruolo di CEO fino al 31 luglio 2031, consolidando una leadership che accompagna la società fin dal marzo del 2000 e che oggi assume un peso ancora più rilevante dopo la recente separazione da Starz.

La decisione è stata approvata il 13 aprile dal compensation committee della società ed è stata resa nota attraverso un filing depositato presso la Securities and Exchange Commission. Si tratta di un’estensione che aggiorna il precedente contratto firmato nel 2024, allora fissato fino al 31 luglio 2029. Per Lionsgate è un segnale di continuità in una fase delicata ma potenzialmente decisiva, in cui lo studio si presenta nuovamente come entità indipendente e prova a rafforzare la propria posizione nel mercato.

Sul piano economico, il nuovo contratto mantiene invariato lo stipendio base di Feltheimer, fermo da dieci anni a 1,5 milioni di dollari. A questo si aggiunge un pacchetto di incentivazione legato a stock option, con tre tranche che matureranno solo al raggiungimento di specifici obiettivi di prezzo delle azioni Lionsgate: 17,50, 20 e 22,50 dollari. Una struttura pensata per legare direttamente la remunerazione del CEO alla crescita del valore per gli azionisti.

Mercoledì il titolo Lionsgate ha chiuso a 10,66 dollari, in calo di 43 centesimi, pari al 4%, ma la settimana scorsa aveva toccato il massimo delle ultime 52 settimane a 11,40 dollari. Numeri che fotografano una società ancora in movimento, sostenuta anche da un momento positivo sia sul fronte cinema che su quello televisivo. Tra i titoli citati come segnali di slancio ci sono The Housemaid al box office e Michael, il biopic dedicato a Michael Jackson, in arrivo la prossima settimana. Sul piccolo schermo, invece, Lionsgate può contare sui risultati ottenuti da The Studio e The Hunting Wives.

In questo quadro continua anche a circolare l’ipotesi che Lionsgate possa avere un ruolo nel nuovo risiko del settore. A inizio febbraio Michael Burns, vice chairman dello studio, aveva dichiarato agli analisti: «Pensiamo che una IP riconoscibile e di livello mondiale non sia mai stata così preziosa, e state certamente vedendo una conferma del valore dei contenuti premium quando ci sono player così ben finanziati che inseguono Warner Bros. Non sappiamo chi finirà per prenderla, ma crediamo che sia il primo domino a cadere». Una dichiarazione che, letta oggi, rafforza l’idea di una Lionsgate intenzionata a restare centrale negli equilibri futuri dell’industria.

Fonte: THR

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