Legge cinema, via libera della Camera al nuovo testo unico

Approvato in prima lettura il testo unico sul cinema e l’audiovisivo. Nasce l’Agenzia di settore e si apre ora il passaggio al Senato. Giuli: «Inauguriamo uno stilnovo nei rapporti con il cinema»
legge cinemaCr. Shuttershock

La Camera ha approvato in prima lettura il nuovo testo unico sul cinema e l’audiovisivo, con 218 voti favorevoli e 6 contrari. Il provvedimento, sostenuto da un ampio fronte bipartisan, passa ora all’esame del Senato.

Tra le principali novità previste dal testo figura la creazione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, alla quale saranno trasferite le funzioni gestionali, operative e attuative oggi attribuite al Ministero della Cultura. Al MiC resteranno invece le competenze di indirizzo politico, vigilanza strategica e attività ispettive. Il voto rappresenta dunque un passaggio centrale nel percorso di riordino della governance del settore, che comprende anche una più ampia revisione degli strumenti di sostegno pubblico e delle modalità di gestione delle politiche per cinema e audiovisivo.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato il carattere bipartisan del percorso parlamentare e la portata strutturale della riforma. «Il via libera della Camera alla riforma del cinema e dell’audiovisivo è un risultato concreto, frutto del contributo di maggioranza e opposizioni. Un modello di coesione che pone al centro l’interesse del settore», ha dichiarato.

Giuli ha quindi richiamato alcuni dei principali interventi previsti dal provvedimento: «L’istituzione dell’Agenzia, la programmazione triennale, le finestre temporali certe e il rafforzamento dei controlli pongono le basi per procedure più trasparenti e tempi prevedibili». Un passaggio centrale riguarda anche il sistema degli incentivi: il testo dispone infatti il riordino del tax credit, «secondo criteri attenti alle dimensioni delle imprese, alla qualità delle opere e alla congruità dei costi».

Ampio spazio, nelle parole del ministro, anche al lavoro e alle tutele per gli operatori della filiera. «La tutela del lavoro è parte essenziale del cambiamento», ha affermato Giuli, ricordando il rafforzamento delle garanzie previdenziali e assistenziali, la revisione dell’indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali e l’istituzione di un fondo di solidarietà destinato ai lavoratori in condizioni di fragilità economica.

Per il ministro, il voto rappresenta inoltre il risultato di un percorso politico avviato nei mesi scorsi: «Il voto della Camera conferma la centralità del Parlamento e dà forma concreta all’appello che, alla cerimonia dei David di Donatello, avevo rivolto a tutte le forze politiche: lavorare insieme per una riforma condivisa del sistema audiovisivo nazionale».

«Continueremo a seguire l’iter della legge nel passaggio al Senato», ha concluso Giuli, sottolineando che l’approvazione definitiva potrà segnare «un vero punto di ripartenza per l’intera filiera cinematografica e audiovisiva».

Fonte: MiC

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