Legge Cinema, il 30 settembre parte l’iter al Senato

Dopo il via libera della Camera, la riforma del cinema e dell’audiovisivo arriva a Palazzo Madama: al centro Agenzia, nuovi criteri per i contributi e riordino del sistema di sostegno pubblico
legge cinema senatoCr. Shuttershock

in una nuova fase l’iter della riforma del cinema e dell’audiovisivo. Mercoledì 30 settembre prenderà infatti il via al Senato l’esame del disegno di legge S.2035, “Disposizioni in materia di cinema”, chiamato ora al secondo passaggio parlamentare dopo il via libera ottenuto alla Camera. Il provvedimento sarà esaminato in sede referente dalla 7ª Commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, convocata alle 9:30.

Il testo era stato approvato dalla Camera dei deputati lo scorso 10 settembre, al termine di un percorso che ha riunito in un testo unificato cinque differenti proposte di legge. Al centro della riforma c’è soprattutto il riassetto della governance pubblica del settore, a partire dall’istituzione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, destinata a entrare in funzione dal 1° gennaio 2028. Il nuovo ente pubblico, sottoposto alla vigilanza del Ministero della Cultura, assorbirà le funzioni gestionali e operative oggi attribuite al Ministero, con particolare riferimento a quelle esercitate dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo.

Il provvedimento prevede inoltre la nascita del Forum del cinema e dell’audiovisivo, organismo permanente di consultazione chiamato a partecipare all’elaborazione e al monitoraggio delle politiche pubbliche del settore. A questo si aggiunge una nuova Commissione per la valutazione delle opere e dei progetti, composta da venti esperti e incaricata di esaminare le richieste relative ai contributi selettivi e alle attività di promozione.

La legge delega inoltre il Governo a procedere entro 24 mesi a un più ampio riordino della disciplina del cinema e dell’audiovisivo. Tra gli obiettivi indicati figurano una programmazione triennale delle risorse, maggiore trasparenza e rapidità nell’assegnazione di contributi e incentivi anche fiscali e un piano nazionale per la riapertura e la rigenerazione delle sale cinematografiche.

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