Legge Cinema, Gian Marco Committeri: «Il tax credit deve rimanere centrale»

L'esperto dello studio Alonzo Committeri & Partners promuove l’impianto della riforma e ribadisce la centralità del credito d'imposta, chiedendo più certezze per le produzioni internazionali e maggiori controlli
gian marco committeriCr. courtesy of Gian Marco Committeri

Dopo il via libera della Camera alla riforma del cinema e dell’audiovisivo, approvata in prima lettura con un ampio consenso bipartisan e ora attesa al Senato, il confronto si sposta sempre di più sugli effetti concreti che il nuovo impianto potrà avere per il settore. Tra i nodi centrali restano la nascita dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, il riordino degli strumenti di sostegno pubblico e soprattutto il futuro del tax credit, uno dei meccanismi più rilevanti per l’intera filiera.

A offrire il proprio punto di vista a Box Office è Gian Marco Committeri, dottore commercialista e revisore contabile, esperto di tax credit e dello studio Alonzo Committeri & Partners, già intervenuto sul tema anche in audizione presso la Commissione Cultura. Il suo giudizio sul testo approvato alla Camera è nel complesso favorevole, pur con la cautela legata a una riforma che dovrà ancora essere definita nei suoi aspetti operativi.

Secondo Committeri, il provvedimento punta infatti a una revisione che va oltre il solo sistema delle agevolazioni e interviene direttamente sull’assetto istituzionale del comparto. «Mi sembra una norma che vuole mettere mano a una riscrittura complessiva non soltanto delle agevolazioni ma anche proprio della struttura stessa dell’impianto istituzionale», osserva, soffermandosi in particolare sulla futura Agenzia. Su questo fronte, aggiunge, «il giudizio ovviamente si potrà dare solo dopo che si sapranno le modalità e tutta una serie di altri aspetti gestionali».

L’esperto guarda però con interesse alla nuova struttura, richiamando la propria esperienza professionale nel passaggio dagli uffici del Ministero delle Finanze all’Agenzia delle Entrate. «Non posso che auspicare che sia un risultato simile, quindi con grande miglioramento anche in termini di efficienza e di relazioni», sottolinea. L’Agenzia, a suo giudizio, potrà inoltre contare su una maggiore autonomia rispetto a una direzione ministeriale, pur mantenendo l’indirizzo politico previsto dalla legge.

Il punto decisivo resta però quello degli strumenti di sostegno. Su questo Committeri non ha dubbi: «A mio parere il credito d’imposta deve rimanere centrale», pur potendo essere affiancato, per alcuni comparti specifici, da meccanismi differenti come i contributi diretti.

Particolare attenzione viene poi riservata alle produzioni internazionali. Secondo Committeri, il relativo tax credit dovrebbe essere maggiormente separato dalle risorse destinate allo spettacolo, perché la sua funzione è soprattutto economica: «Su quella misura l’obiettivo non è fare cultura, men che meno fare cultura di livello nazionale, ma è più una volontà di attrarre investimenti economici e finanziari dall’estero». Evitare plafond troppo rigidi, aggiunge, potrebbe risultare determinante nella competizione con altri Paesi, perché «la certezza di avere un certo tipo di supporto può fare la differenza».

Valutazione positiva, infine, anche sulla prevista figura del responsabile del credito d’imposta, indicato da Committeri come una sorta di tax credit manager. «Avere una figura che faccia maggiori controlli» può rappresentare un vantaggio per tutto il sistema, soprattutto se le verifiche avvenissero anche durante le produzioni. In questo modo, osserva, «i film cosiddetti fantasma sarebbero come dire impossibili da realizzare». Il giudizio finale resta quindi favorevole: «Direi il mio giudizio è complessivamente positivo. Occorre aspettare un pochino per vedere poi l’evoluzione e la declinazione pratica, però insomma politicamente mi sembra un ottimo risultato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it