La riforma del cinema e dell’audiovisivo italiano entra in una fase decisiva. La Commissione Cultura della Camera ha approvato all’unanimità il testo unificato della nuova legge di settore, ora atteso al voto dell’Aula il 31 luglio. Il provvedimento, articolato in dodici articoli, punta a ridisegnare governance, strumenti di sostegno, incentivi e tutele per i lavoratori. A pubblicare in anteprima esclusiva la bozza approvata il 22 luglio 2026 è stato IsICult, l’Istituto italiano per l’Industria Culturale. Il testo, disponibile a questo link, nasce dalla convergenza di cinque proposte di legge presentate da esponenti di Partito Democratico, Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, Azione e Lega.
Uno dei passaggi più rilevanti è l’istituzione, a partire dal 1° gennaio 2028, dell’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, ente pubblico non economico dotato di autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale. All’Agenzia verrebbero trasferite le funzioni operative oggi attribuite al Ministero della Cultura e, in particolare, alla Direzione generale Cinema e audiovisivo, mentre resterebbero al Ministero le competenze di indirizzo politico, vigilanza strategica e controllo ispettivo. Il nuovo organismo avrebbe il compito di gestire i fondi pubblici, coordinare le politiche nazionali e regionali, favorire l’internazionalizzazione, raccogliere dati economici e occupazionali e monitorare l’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. La bozza prevede inoltre la nascita di un Osservatorio permanente dedicato proprio all’applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore.
Accanto all’Agenzia, il testo introduce il Forum del cinema e dell’audiovisivo, destinato a sostituire il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo. Il Forum dovrebbe diventare una sede permanente di consultazione tra istituzioni, esperti e rappresentanti della filiera, con funzioni di analisi, proposta e valutazione delle politiche pubbliche.
La bozza contiene anche una delega al Governo per il riordino complessivo della disciplina del settore entro ventiquattro mesi. Tra gli obiettivi figurano una programmazione triennale delle risorse, tempi più certi per l’erogazione dei contributi, il rafforzamento dei controlli, una maggiore tutela delle sale cinematografiche e nuove misure a favore delle opere prime e seconde, dei giovani autori, delle piccole e medie imprese e della produzione indipendente. Particolare attenzione viene riservata anche ai generi fantastico, d’azione, fantascientifico, horror e storico, oltre al settore videoludico.
Sul fronte dell’esercizio cinematografico, dal 2028 il credito d’imposta verrebbe sostituito da contributi diretti destinati al funzionamento, alla riapertura, alla ristrutturazione e all’adeguamento tecnologico delle sale, con priorità per i territori meno serviti e maggiorazioni per le strutture storiche.
Ampio spazio è dedicato anche al lavoro. La bozza introduce una nuova indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo, estende le tutele previdenziali e istituisce un fondo da 10 milioni di euro annui, dal 2027 al 2030, per le situazioni di emergenza pensionistica. Prevista infine una nuova Commissione di valutazione composta da venti esperti e l’esclusione dei contributi pubblici destinati al cinema e all’audiovisivo dalle verifiche fiscali previste dall’articolo 48-bis del D.P.R. 602 del 1973.
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