Le uscite di Capodanno: SpongeBob parte per un’avventura da pirati in 480 cinema

La spugna di mare inaugura la prima rassegna del 2026, della quale fanno parte anche Una di famiglia (01) e No Other Choice (Lucky Red)
spongebob un'avventura da pirati

Dopo l’uscita natalizia, Buen Camino sembra destinato a rimanere il riferimento principale al box office italiano anche nel corso del primo weekend del 2026, ma non mancano novità che proveranno a ritagliarsi uno spazio di rilievo a partire proprio da giovedì 1 gennaio.

A guidare la prima rassegna delle nuove uscite al cinema in Italia del nuovo anno c’è SpongeBob – Un’avventura da pirati, film d’animazione diretto da Derek Drymon e distribuito in 480 cinema da Eagle Pictures. SpongeBob e gli amici di Bikini Bottom partono per una nuova avventura che nasce da un’esigenza molto concreta: dimostrare a tutti, e in particolare a Mr. Krabs, di avere il cuore di un vero eroe. La scelta è quella di mettersi sulle tracce dell’Olandese Volante, pirata fantasma diventato leggenda, e da lì la storia prende la forma di un viaggio che si addentra sempre più in profondità, tra mostri, pirati e una serie di situazioni che alimentano il tono comico del racconto. Secondo le previsioni MeteoCinema, la nuova avventura dell’amatissima spugna di mare potrebbe incassare oltre 4 milioni di euro, meno di quanto raccolto dal secondo film animato SpongeBob – Fuori dall’acqua nel 2024 (il terzo, Amici in fuga, è arrivato invece solo in streaming nel 2020).

Sempre dal 1° gennaio arriva Una di famiglia, thriller psicologico diretto da Paul Feig e proposto in 290 cinema da 01 Distribution, con Sydney Sweeney, Amanda Seyfried e Brandon Sklenar. Millie, giovane donna che si lascia alle spalle un passato da cui sta cercando di fuggire, accetta un lavoro come domestica nella villa di Nina e Andrew Winchester, convinta di aver trovato un’occasione per ripartire. L’ingresso nell’ambiente dell’alta società, però, trasforma rapidamente quella che sembrava un’opportunità in una partita più ambigua, fatta di segreti, seduzione, scandali e rapporti di potere, con la certezza che dietro le porte della casa Winchester nessuno si muove senza nascondere qualcosa.

Per chi cerca un titolo più legato al cinema d’autore, Lucky Red porta No Other Choice di Park Chan-wook in 225 cinema. Protagonista anche a Venezia 82, racconta la storia di You Man-su, uno specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza, abituato a una vita serena e ordinata insieme alla moglie Miri e ai due figli, che al lavoro attribuisce un valore identitario che gli consente di dire, con orgoglio, di avere tutto ciò che desidera. Quando l’azienda lo licenzia senza preavviso, però, la sua quotidianità entra in crisi su più fronti, dal mutuo alla serra che coltiva con passione, dalle lezioni di ballo con la moglie fino al mantenimento dei due golden retriever a cui i figli sono legatissimi. Nella disperazione tenta di ricollocarsi alla Moon Paper, convinto di meritare quel posto più di chiunque altro, e arriva a una decisione drastica: se non c’è spazio per lui, troverà un modo per crearselo da solo, con la domanda implicita su quanto sia disposto a spingersi se davvero non c’è altra scelta.

Sul fronte dell’animazione, sempre con Lucky Red arriva La Piccola Amelie, film d’animazione dirett0 da Liane-Cho Han Jin Kuang e Mailys Vallade e distribuito in 190 cinema. Amélie ha due anni e il mondo, per lei, resta un enigma: la scoperta del cioccolato bianco fa scattare però un’illuminazione, accendendo i colori di ciò che la circonda e alimentando una curiosità crescente verso le persone che riempiono le sue giornate. Al centro c’è il rapporto con Nishio-san, la tata, grazie al quale la bambina inizia a scoprire piccole meraviglie attraverso tradizioni, rituali quotidiani e una magia che resta legata ai gesti più semplici. Il film è un adattamento del bestseller Metafisica dei tubi di Amélie Nothomb.

Lo sconosciuto del grande arco, diretto da Stéphane Demoustier e in uscita con Movies Inspired, si muove invece sul terreno del racconto politico e della creazione architettonica. Nel 1982, con il concorso lanciato da Mitterrand, l’architetto danese Johan Otto von Spreckelsen si ritrova al centro del più grande cantiere dell’epoca: la sua idea di Grande Arche, invece di essere solo un progetto, diventa una battaglia quotidiana contro burocrazia, bilanci e giochi di potere, mettendo in primo piano il tema del prezzo della visione quando le condizioni imposte chiedono compromessi.

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