Dopo una genesi lunga, che ha visto anche l’abbandono dei fratelli Dardenne come coproduttori, impossibilitati ad usare il tax shelter, si sta girando in questi giorni a Roma, ‘La sapienza’, il nuovo film di Eugéne Green, il cineasta che ha rinnegato gli Usa per la Francia. Coproduzione italo-francese che coinvolge al 50% Alessandro Borrelli de La Sarraz e Martine De Clermont-Tonnerre di MACT Productions, il film è girato con un budget molto ridotto e ha goduto del contributo del Mibac, una piccola collaborazione di Rai Cinema e il sostegno della Torino Piemonte Film Commission. «L’idea risale a 3 anni fa – ha detto a e-duesse Borrelli – quando lavoravo a ‘Sette opere di misericordia’ dei fratelli De Serio e MACT doveva coprodurre la pellicola con noi. Quella collaborazione sfumò ma rimase in piedi la possibilità di lavorare insieme ad un film di Green che loro volevano realizzare. Un lavoro lungo: 2 anni solo per trovare le risorse, ma siamo felici di partecipare alla nascita di un film di un regista molto radicale come Green, uno che si diverte a distruggere tutte le regole del cinema». Girato in 5 settimane tra Stresa, Torino, Roma e Bissone, la cittadina svizzera dove nacque Borromini, ‘La sapienza’ ha come protagonista Fabrizio Rongione nei panni di un architetto di successo che vive una profonda crisi professionale e personale. Non si riconosce più nei palazzi che progetta e deve ancora elaborare il lutto della figlia scomparsa da poco. Per superare tutto questo decide di riprendere in mano un progetto accantonato da tempo: scrivere un libro sul barocco di Borromini, le cui opere in passato lo spinsero a diventare un architetto. Partito con la moglie (Christelle Prot) per l’Italia, incontra una coppia di fratelli, interpretati dai giovani Ludovico Succio e Arianna Nastro con cui nasce un’intesa empatica che vedrà l’architetto e il ragazzo proseguire insieme e da soli alla riscoperta del barocco borrominiano. Ed è qui tra Villa medici, il Chiostro del Bramante, Sant’Ivo alla Sapienza e San Carlo alle 4 fontane che la produzione sta girando i frammenti di quel viaggio in cui il protagonista di Green prova a ritrovare se stesso tornando alla fonte della sua ispirazione. Una sfida non solo per il protagonista del film, ma anche per la produzione della pellicola: «Girare a Roma è complicatissimo – spiega Borrelli – sembra si faccia di tutto per non fartelo fare qui il cinema, almeno per quello che riguarda gli esterni. Non abbiamo mai faticato tanto per avere una location prima: e poi ci si lamenta che non si valorizzano i luoghi, come fai quando anche chiedere i permessi è complicatissimo». Archiviati i problemi logistici su Roma (lamentati di recente anche da Paolo Genovese per ‘Tutta colpa di Freud’) La Sarraz dovrà concentrarsi sul lancio e la distribuzione di un film d’autore che come spesso accade ha trovato chi è pronto a scommettere su di lui all’estero prima che in Italia: «Delle vendite internazionali si occupa Film Distributions – conferma Borrelli – mentre per la Francia c’è Bodega. Ai grandi distributori nostrani non lo abbiamo nemmeno proposto, quanto ai piccoli ci hanno chiesto di compartecipare quindi pensiamo di distribuirlo da soli, partendo dalla rete di sale con cui lavoriamo già bene per la distribuzione dei documentari. Ma l’obiettivo è di provare a portare il cinema anche nei musei, un’intuizione già avuta dal Maxxi a Roma, che bene si sposerebbe con ‘La sapienza’ che in più parla di arte. Quanto al lancio in sé puntiamo su una campagna virale che sta partendo sui social grazie alle prime immagini del backstage del film e speriamo nella selezione di un festival internazionale: il massimo sarebbe Cannes, dove il prossimo anno il nostro protagonista, Rongione sarà probabilmente presente con il film dei Dardenne ‘Deux jours, une nuit’, e poi maggio-giugno è un periodo in cui le sale non hanno molto prodotto di qualità, ma potremmo interessare anche a Locarno, Venezia, Roma».
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