La Francia rilancia con decisione l’educazione all’immagine e al cinema nelle scuole, con un piano che punta a raddoppiare nel giro di due anni il numero di studenti coinvolti nei percorsi in sala. Il ministro dell’Istruzione nazionale Édouard Geffray e la ministra della Cultura Rachida Dati hanno presentato un pacchetto di 15 misure riunite sotto il dispositivo “Ma classe au cinéma”, con l’obiettivo dichiarato di passare dagli attuali 2 milioni a 4 milioni di alunni raggiunti ogni anno, sostenuti da 8 milioni di euro di nuovi fondi a partire dal 2026. Una riforma che viene definita dagli operatori del settore come «un giorno storico» e che, accanto all’annuncio politico, ha già generato una serie di reazioni entusiaste da parte della filiera francese delle sale e della distribuzione.
Al centro del piano c’è l’idea di riportare stabilmente il grande schermo dentro il percorso scolastico, come antidoto alla fruizione frammentata su device personali. Geffray ha ribadito la volontà di «permettere ai nostri studenti di vedere regolarmente film in sala. Perché il grande schermo costituisce un antidoto di qualità al consumo eccessivo dei piccoli schermi». Per farlo, il primo asse di misure prevede la creazione, dal 2026, di un vero e proprio percorso nazionale per l’educazione al cinema e all’immagine, collegato ai programmi disciplinari di ogni ordine e grado, così da inserire sistematicamente film e linguaggio audiovisivo all’interno delle ore di lezione.
Parallelamente, il governo francese vuole consolidare e ampliare le classi a orario adattato al cinema (Chac), partendo da un bilancio delle nove strutture oggi attive per poi estenderne il numero su tutto il territorio. Un’attenzione particolare è rivolta alle aree rurali: il ministro ha sottolineato che «esistono alcune zone bianche nel nostro Paese» e che l’esecutivo lavorerà con il Ministero della Cultura e il CNC per portare, tramite reti di circuiti itineranti, il cinema agli studenti di queste regioni.
Il secondo asse è dedicato specificamente al rilancio di “Ma classe au cinéma” e alla formazione dei docenti. Dal 2026 gli insegnanti potranno accedere a percorsi trasversali per acquisire le basi di una cultura cinematografica, affiancati da una formazione nazionale online sia sull’educazione all’immagine sia sul funzionamento del dispositivo. È prevista inoltre la creazione di un sito di risorse condivise, pensato non solo per i professori ma anche per mediatori in sala e animatori del doposcuola, e il lancio di una identità visiva specifica, con kit di comunicazione, trailer e label da esporre in ogni istituto partecipante. L’impegno dei docenti sarà riconosciuto anche simbolicamente con una carta “Insegnante – Amico del cinema”, che offrirà vantaggi concordati con gli esercenti e benefit nazionali promossi dal CNC.
Il terzo capitolo del piano riguarda il rafforzamento delle reti territoriali. È prevista la creazione di un diploma interuniversitario in educazione al cinema, rivolto a insegnanti e altri operatori del settore, insieme a percorsi formativi più brevi per chi non può impegnarsi su tempi lunghi, come gli esercenti. Sul fronte economico, il CNC si impegna a “sanctuariser” – cioè a mettere al riparo – il livello dei fondi destinati dalle DRAC e dal Centro alle azioni di educazione all’immagine, mentre le collettività locali che sceglieranno di dare priorità di bilancio a questi progetti saranno valorizzate attraverso un partenariato rafforzato. Il piano prevede anche la nascita di conservatori pilota di cinema a livello municipale o dipartimentale, sostenuti da un fondo di avviamento CNC di due anni per dotazioni tecniche e programmazione.
Infine, il quarto asse punta a diversificare gli strumenti, con l’estensione a tutte le accademie del progetto Enfants des Lumière(s), che oggi coinvolge tre territori e permette a studenti svantaggiati di realizzare un cortometraggio con professionisti del cinema e un docente referente. Vengono rilanciati il concorso di scrittura Écris ta série!, nato nel 2021 per permettere a medie e licei di redigere un soggetto di serie, nuovi progetti innovativi di educazione all’immagine per seguire l’evoluzione delle pratiche culturali dei giovani e un concorso nazionale di critica cinematografica per studenti, organizzato sui social e coordinato dal CNC.
Le reazioni della filiera cinematografica francese sono arrivate a stretto giro. «È un giorno storico», ha dichiarato Richard Patry, presidente della Fédération nationale des cinémas français, ricordando il lavoro portato avanti negli ultimi due anni insieme ad Aurélie Delage: «Da due anni abbiamo fatto centinaia di riunioni per allertare sulla messa in pericolo dell’educazione al cinema, un modello eccezionale e unico al mondo. Ma la successione di ministri dell’Istruzione nazionale ci dava l’impressione di predicare nel deserto». Patry ha sottolineato «l’ambizione eccezionale di passare da 2 a 4 milioni di studenti coinvolti, accompagnata dalla volontà di recoinvolgere tutti gli attori, siano essi le sale, i circuiti itineranti, le associazioni, i Dipartimenti, le Regioni, le Drac, il CNC…».
Guillaume Bachy, che ha accolto i ministri nei Cinémas du Palais e guida l’Association des cinémas d’art et d’essai, ha giudicato le misure come iniziative che «vanno nella direzione giusta», insistendo «sulla rapidità dell’avvio delle proposte del rapporto Geffray, soltanto due mesi dopo la sua pubblicazione, che dimostra la volontà dei due ministeri di impegnarsi nell’educazione al cinema». Ha però espresso una riserva sull’assenza di dettagli riguardo alla componente collettiva del pass Culture, tema che secondo lui andrà chiarito rapidamente in fase di costruzione del budget governativo. Sui social, Aurélie Delage ha parlato di «un piano ambizioso e incarnato», mentre Béatrice Boursier, delegata generale del Syndicat des cinémas d’art, de répertoire et d’essai, ha ringraziato i ministri «per la rapidità dell’attuazione di queste misure».
Fonte: Box Office Pro
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