James Cameron torna a Terminator: «È tempo di fare qualcosa di nuovo»

Dopo Avatar, il regista tornerà a rivisitare la saga sci-fi inaugurata nel 1984, raccontando un nuovo rapporto tra umanità e intelligenza artificiale
james cameron terminator avatarCr. Stephane Cardinale - Corbis/Corbis via Getty Images

Dopo oltre un decennio quasi interamente dedicato al mondo di Pandora, James Cameron è pronto a tornare a una delle saghe che hanno definito la sua carriera e l’immaginario della fantascienza contemporanea. Mentre il destino del franchise di Avatar resta legato alle performance di Fuoco e cenere, il regista ha confermato di stare lavorando, in modo silenzioso ma concreto, a un nuovo capitolo di Terminator, segnando così un ritorno diretto a quell’universo distopico che aveva inaugurato nel 1984.

Cameron ha spiegato che il vero punto di svolta arriverà una volta concluso il lungo ciclo produttivo legato ad Avatar. «Una volta che la polvere si sarà posata su Avatar tra un paio di mesi, mi ci butterò davvero», ha dichiarato, lasciando intendere che lo sviluppo del nuovo progetto entrerà allora in una fase più attiva. Il regista non ha ancora rivelato dettagli precisi sulla trama, ma ha chiarito che il lavoro è già in corso e che le sfide narrative sono tutt’altro che semplici. «Ci sono molti problemi narrativi da risolvere. Il più grande è: come faccio a restare abbastanza avanti rispetto a ciò che sta realmente accadendo da renderlo fantascienza?», ha spiegato.

Uno degli elementi più rilevanti riguarda il rapporto tra Terminator e l’intelligenza artificiale, tema oggi più attuale che mai. Cameron ha più volte espresso le sue preoccupazioni sull’IA, sia per il suo potenziale distruttivo su scala globale sia per l’impatto sull’industria creativa. Tornare a Terminator significa quindi, per lui, confrontarsi con una realtà che rischia di raggiungere — o addirittura superare — la fantasia. Non a caso, il regista ha sottolineato che il nuovo film dovrà interrogarsi su cosa significhi oggi parlare di superintelligenze e di una guerra temporale, senza limitarsi a ripetere formule del passato.

Proprio in quest’ottica, Cameron ha escluso un approccio nostalgico o basato sui richiami ai capitoli storici. «Voglio fare cose nuove che la gente non sta immaginando», ha affermato, chiarendo che non intende replicare schemi già visti. Una scelta che passa anche da un cambio generazionale netto: il prossimo Terminator sarà il primo della saga senza Arnold Schwarzenegger. «Posso dire con certezza che non ci sarà», ha detto Cameron. «È tempo per una nuova generazione di personaggi». Il regista ha comunque rivendicato il finale di Terminator: Dark Fate come una chiusura adeguata per il T-800 interpretato da Schwarzenegger, aprendo ora la strada a una rilettura più ampia del mito.

Il ritorno a Terminator si inserisce in una fase di riflessione più generale per Cameron, che ha ammesso di non voler più passare anni concentrato esclusivamente su un solo franchise. Pur continuando a raccontare storie all’interno di Avatar, il cineasta ha spiegato di sentire l’esigenza di ampliare il proprio orizzonte creativo e di affrontare nuove sfide. E, a giudicare dalle sue parole, poche saghe sembrano oggi più adatte di Terminator per mettere alla prova il suo cinema, proprio nel momento in cui il confine tra fantascienza e realtà appare sempre più sottile.

Fonte: THR

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