“Riteniamo che Private avesse tutti i requisiti necessari per concorrere alle nomination degli Oscar, essendo da sempre il giudizio relativo alla scelta della lingua soggettivo e discrezionale da parte dei membri dell’Academy, così come anche confermato dai legali italiani e americani che ci avevano seguito in questa avventura”: è quanto dichiarato da Luciano Sovena, amministratore delegato dell’Istituto Luce, a seguito dell’esclusione di Private dalla corsa agli Oscar. “Il criterio linguistico di selezione del miglior film straniero – prosegue Sovena – è da anni sotto il mirino ed è giudicato in larga parte inadeguato per una competizione prestigiosa come gli Oscar. Da più parti si possono leggere le dichiarazioni del presidente del Comitato di Selezione dell’Academy Foreign Language, Mark Johnson, e si registrano negli ultimi anni altre esclusioni eccellenti come l’anno scorso ‘I diari della motocicletta’. Credo che la candidatura di ‘Private’ sia stata il segno di un cambiamento, dell’importante momento di svolta che sta vivendo il cinema italiano: per la prima volta a concorrere per il nostro paese un piccolo film di produzione indipendente, una coraggiosa espressione di una cinematografia moderna e contemporanea, capace però di trattare con coraggio un tema centrale del mondo di oggi e al tempo stesso di toccare le coscienze personali e di superare ogni confine linguistico”.
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