Incontri d’Essai, le emergenze del settore

Digitale, nuovo pubblico, multiprogrammazione sono i punti attorno i quali si è incentrato questa mattina l’intervento di Mario Lorini, presidente Fice, in apertura del convegno ‘Specchio del reale: il rilancio del documentario’ che si è svolto a Mantova nell’ambito degli Incontri del Cinema d’Essai. Per Lorini «ci troviamo di fronte a tre problemi per il nostro settore. Il primo riguarda una miglior collocazione del prodotto durante l’anno. In questo senso dobbiamo cercare una maggior coesione tra tutti gli operatori per trovare una soluzione. Ci vuole un nuovo rapporto con il noleggio e una nuova modalità di programmazione. La digitalizzazione delle sale è ancora in ritardo; tra il 50% di schermi che sono ancora legati alla pellicola molti sono quelli in difficoltà e il rischio è che non riescano a digitalizzarsi. Il secondo problema riguarda proprio i film d’essai. A settembre abbiamo registrato una ripresa del cinema commerciale ma quello di qualità e italiano ha dato meno segnali, anche a causa del problema di una collocazione sul mercato che avrebbe dovuto essere più razionale». Per Lorini c’è poi una criticità legata al «mancato rinnovamento del pubblico; bisogna lavorare con le scuole per far appassionare i giovani al grande schermo. Il digitale ci può aiutare, grazie alla multiprogrammazione, a proporre contenuti nuovi in sala che possono essere elementi di attrattiva per gli spettatori. In questo senso, importante può essere il ruolo del documentario che può costituire un sostegno e un complemento importante all’offerta dei nostri cinema». Ma quali sono i numeri dei documentari in sala? Il professor Bruno Zambardino della Fondazione Rosselli ha presentato i dati di una ricerca. Negli ultimi dieci anni due sono i documentari che hanno superato i 3 milioni di incasso: ‘Fahrenheit 9/11’ e ‘La marcia dei pinguini’. I film che si sono attestati tra 1 e 3 milioni sono stati: ‘Viva Zapatero’, ‘Draquila’, ‘Sicko’ e ‘Pina’ mentre ‘Videocracy’ e ‘Questa storia qua’ hanno incassato tra 500mila e un milione di euro. Negli ultimi cinque anni in Italia sono stati prodotti 623 documentari di cui solo 40 distribuiti. Sono stati 26 i documentari italiani candidati ai David negli ultimi cinque anni di cui solo 5 sono usciti in sala e solo due hanno incassato più di 100mila euro: ‘Vogliamo anche le rose’ e ‘La bocca del lupo’. Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna sono le regioni più ricettive in termini di documentari. Nel 2011 la Direzione Generale Cinema ha sostenuto 30 documentari su un totale di 122 opere e i produttori hanno ricevuto 1,5 milioni di euro, il 7,5% del totale delle risorse destinate alla produzione cinematografica.

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