Il 2025 rappresenta un anno chiave per l’analisi degli incassi dei cinema italiani. È infatti la prima annata priva di attenuanti esterne: archiviati definitivamente gli strascichi della pandemia che avevano condizionato il biennio 2021-22, e superate le ricadute degli scioperi di attori e sceneggiatori di Hollywood che avevano inciso sull’offerta del 2023-24, il 2025 consente finalmente di valutare in modo netto il reale ridimensionamento – o la tenuta – del mercato cinematografico post-Covid. Va detto subito, però, che il quadro dell’anno è stato fortemente influenzato da un fattore straordinario: il ritorno in sala di Checco Zalone. Un fuoriclasse del box office italiano, capace di generare incassi fuori scala e di alterare sensibilmente le dinamiche complessive del mercato. E così è stato: uscito il 25 dicembre, Buen Camino ha incassato 36 milioni di euro in soli sette giorni di programmazione, chiudendo il 2025 come miglior incasso dell’anno.
Entrando nel dettaglio dei numeri, nel 2025 il box office italiano ha registrato incassi pari a 496.552.723 euro, con 68.361.056 presenze complessive. Un risultato sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente (+0,5% sugli incassi e -2% sulle presenze) e con il 2023 (+0,2% incassi e -3,2% presenze). Il confronto con il periodo pre-pandemico resta, però, negativo: -16% sugli incassi e -26% sulle presenze. Anche considerando l’effetto Zalone, mancano ancora all’appello circa 23 milioni di biglietti rispetto alla media del triennio 2017-2019. Il mercato appare dunque strutturalmente ridimensionato, soprattutto – come vedremo da questa analisi – per effetto di un’offerta hollywoodiana meno ricca di grandi blockbuster.
Al contrario, il cinema italiano – e non solo grazie a Zalone – è tornato su livelli paragonabili se non superiori al periodo pre-Covid, contribuendo in modo decisivo alla tenuta complessiva del settore. Un elemento, questo, che emerge con chiarezza anche dal confronto internazionale: grazie alla forza della produzione nazionale, l’Italia ha chiuso il 2025 in sostanziale pareggio sul 2024, mentre Spagna e Francia, prive quest’anno di grandi successi locali, hanno registrato flessioni rispettivamente del -8% e del -13,6% sulle presenze. In crescita, invece, il mercato tedesco (+7,3%), che, come l’Italia, ha compensato la debolezza dell’offerta americana con produzioni nazionali efficaci.


UN ANNO ALTALENANTE
L’andamento del 2025 è stato marcatamente irregolare, caratterizzato da fasi molto diverse tra loro. Il primo trimestre ha beneficiato di una forte presenza del cinema italiano, che ha raggiunto una quota di mercato del 44%, compensando la carenza di titoli statunitensi di richiamo. Tra aprile e giugno il testimone è passato al cinema hollywoodiano, mentre l’estate ha fatto registrare risultati dignitosi ma senza i picchi delle stagioni precedenti, con il consueto arretramento della produzione nazionale. L’autunno si è rivelato particolarmente debole, sia per l’offerta italiana sia per quella americana, fino alla ripresa di novembre con Zootropolis 2 e soprattutto al gran finale natalizio con Buen Camino e Avatar: Fuoco e cenere, che hanno portato dicembre 2025 a essere il miglior dicembre di sempre in termini di incassi.




I FILM PIÙ VISTI
A guidare la classifica annuale è stato, come detto, Buen Camino (Medusa) di Gennaro Nunziante, ritorno al cinema di Checco Zalone a cinque anni da Tolo Tolo, con 36 milioni di euro incassati nella sola settimana finale di dicembre. Nel 2026 il film è arrivato a superare i 65,3 milioni di Quo vado? e i 68,6 milioni del primo Avatar diventando il film con il maggiore incasso di sempre al box office nazionale. Al secondo posto della Top 10 del 2025 si colloca Lilo & Stitch (Disney), live action dell’omonimo classico d’animazione del 2002, che ha totalizzato 22,3 milioni di euro, confermando la solidità di una IP che è cresciuta fortemente in questi 20 anni. Terzo gradino del podio per la commedia corale FolleMente (01 Distribution) di Paolo Genovese, regista che si conferma capace di intercettare il grande pubblico con originali film high concept.
Seguono Avatar: Fuoco e cenere (Disney), uscito il 17 dicembre e arrivato a 17,3 milioni nel 2025 – risultato positivo sebbene condizionato dalla durata del film e dalla concorrenza di Zalone – e Zootropolis 2 (sempre Disney), che ha raggiunto 16,6 milioni grazie a un’ottima tenitura anche nel periodo natalizio. Poi troviamo Un Film Minecraft (Warner), che ha incassato 11,9 milioni, confermando l’appeal degli adattamenti videoludici sul pubblico family, mentre Jurassic World – La rinascita (Universal) ha chiuso a 10,9 milioni, superando i risultati dei due capitoli precedenti della saga reboot.
Nella parte bassa della Top 10 si posizionano: Diamanti (Vision) di Ferzan Ozpetek, uscito a dicembre 2024 con una lunga coda nel 2025 pari a 9,8 milioni; Io sono la fine del mondo (Vision), debutto cinematografico per Angelo Duro capace di raggiungere 9,7 milioni intercettando un pubblico giovane solitamente distante dal cinema italiano; e l’horror The Conjuring – Il rito finale (Warner), che con 9,5 milioni ha ravvivato un mese di settembre altrimenti molto debole.
La Top 10 del 2025, fortemente caratterizzata dalla presenza di titoli nazionali e da una buona varietà di generi, ha generato il 32,7% degli incassi complessivi, una percentuale simile a quella del 2024 (33,6%) e indicativa di una persistente concentrazione degli incassi su pochi titoli. In pratica dieci film, sugli oltre 1.000 usciti, hanno realizzato quasi un terzo del box office totale, e non solo: il 50% degli incassi dell’intero 2025 è stato fatto da soli 23 film, segno di un’offerta eccessivamente frammentata e spesso priva di un adeguato supporto promozionale.

UN CINEMA AMERICANO PIÙ DEBOLE
Il 2025 ha confermato poi la debolezza strutturale del cinema statunitense nel periodo post-pandemico. La quota di mercato dei titoli Usa si è sì attestata al 40,6% degli incassi e al 39,4% delle presenze, ma il totale di 201,4 milioni di euro segna -24,7% sul 2024, con circa 9,4 milioni di biglietti venduti in meno. La flessione è stata in parte compensata dalla crescita del cinema britannico (+34,5%), che include numerose co-produzioni con gli Stati Uniti. Complessivamente, le due cinematografie sommate hanno incassato oltre 279,4 milioni di euro per 37,4 milioni di presenze, comunque in calo di 7,2 milioni di spettatori rispetto al 2024 e di ben 27,3 milioni rispetto alla media 2017-2019.

LA “SALVEZZA” DEL CINEMA ITALIANO
La sostanziale tenuta del mercato nel 2025 è dovuta dunque in larga parte all’ottima performance del cinema italiano, che ha raggiunto una quota del 32,7% degli incassi e del 33,3% delle presenze, per un totale di 162,4 milioni di euro e 22,7 milioni di biglietti venduti. I film nazionali hanno registrato un incremento del +33,7% rispetto al 2024 e del +33% anche rispetto alla media pre-Covid. Certo, Buen Camino ha contribuito per il 22,2% al totale degli incassi del cinema italiano, ma non è stato l’unico successo. Prima della sua uscita, la quota di presenze dei film italiani superava già il 29%, con un primo trimestre straordinario al 44%; e comunque, al netto di Zalone, gli incassi delle produzioni nazionali avrebbero comunque segnato un ottimo +17% circa sul 2024. Nel corso dell’anno, poi, sei titoli hanno superato il traguardo importante di 1 milione di spettatori: Buen Camino (4,4 milioni), FolleMente (2,4 milioni), Diamanti (1,3 milioni), Io sono la fine del mondo (1,2 milioni), Oi vita mia (1,1 milioni) e La vita va così (1 milione).
Restano, d’altro canto, le criticità strutturali della nostra cinematografia che, come un disco rotto, vengono ripetute ed evidenziate a ogni analisi: troppe uscite e la stagionalità. Nel 2025 sono usciti 462 titoli di produzione o co-produzione italiana, circa la metà del totale, molti dei quali di piccole dimensioni (il 50% documentari e il 60% distribuiti in meno di 50 cinema), con una quasi totale assenza di titoli nazionali nel periodo estivo, quando la quota di mercato è scesa al 7%.



I GIOVANI. IL RITORNO DEGLI OVER 60?
Anche nel 2025 i giovani si confermano il motore principale delle presenze in sala: il 39% del pubblico è under 25 e il 56% under 35. Nel confronto con il periodo pre-Covid, la fascia 15-24 anni è l’unica in crescita (+9%), mentre tutte le altre registrano un calo. Da segnalare, tuttavia, un rinnovato interesse da parte del pubblico più adulto: le presenze degli over 60 sono cresciute del 26% rispetto al 2024, probabilmente anche grazie all’effetto traino di Zalone. Buen Camino ha avuto il ruolo fondamentale di riportare in sala quel pubblico più maturo che non aveva più frequentato i cinema da prima della pandemia.



UN’ESTATE TIEPIDA. UN CALDISSIMO NATALE
Il trimestre estivo (giugno-agosto) ha totalizzato 85,6 milioni di euro di incassi, in calo del 23% rispetto alle estati record del 2023 e 2024, dominate da fenomeni come Barbie, Oppenheimer e Inside Out 2. Nel 2025 è mancato il titolo evento capace di trascinare il pubblico con quelle dimensioni, a fronte di una distribuzione più equilibrata degli incassi ma senza veri picchi, e una presenza quasi nulla del cinema italiano ed europeo. Particolarmente debole il mese di agosto, caratterizzato da poche nuove uscite. Nonostante ciò, l’abitudine del pubblico a frequentare le sale anche nei mesi estivi sembra ormai consolidata: rispetto alla media 2017-2019, l’estate 2025 ha registrato +12% di incassi e +0,8% di presenze.
Ben più forte è stato il periodo delle festività di Natale, che si è rivelato decisivo per l’intera annata. Nell’intervallo dal 24 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, i cinema italiani hanno incassato 90,5 milioni di euro, il miglior risultato dal 2015: +62% rispetto al già ottimo Natale 2024 e +33% sulla media pre-Covid. Un risultato trainato da Buen Camino e Avatar, ma sostenuto anche da titoli come Norimberga, Zootropolis 2, Spongebob e Primavera.

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DISTRIBUTORI
Concludiamo con le performance dei distributori. Come già nel 2024, anche il 2025 è stato l’anno di Disney, prima società con 107,5 milioni di euro di incassi e una quota di mercato del 22%. Seguono Eagle Pictures (60,7 milioni e quota 12,2%, in calo rispetto ai 74 milioni del 2024), Warner Bros. Italia (52,8 milioni e quota 10,6%, in calo rispetto ai 63 milioni del 2024) e Universal Pictures, sostanzialmente stabile con 52,4 milioni e il 10,6% di quota. Chiude Medusa Film con 51,8 milioni e una quota del 10,4%, che grazie a Zalone – ma anche ai film di Riccardo Milani e Fabio De Luigi – raddoppia i risultati dell’anno precedente.


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