La decima edizione dei Diversity Media Awards ha scelto la via digitale per celebrare i contenuti e i protagonisti che nel corso del 2024 hanno contribuito a una rappresentazione più inclusiva nei media italiani. Una scelta che rispecchia il momento storico e la volontà della Fondazione Diversity di riportare l’attenzione sull’essenziale, affidando ai social il racconto di un premio che negli anni è diventato un osservatorio privilegiato sulla diversità.
In ambito cinematografico, il riconoscimento come Miglior Film Italiano è stato assegnato a Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri, premiato perché “è interessante come inviti alla riflessione chiamando in causa responsabilità diffuse – scuola, comunità, piattaforme digitali – per ribadire l’urgenza di contrastare l’omolesbobitransfobia quotidiana che ancora attraversa la nostra società”. Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani nei territori palestinesi, è stata nominata Personaggio dell’Anno poiché “ha mantenuto un impegno instancabile nel denunciare il genocidio in corso”, offrendo una testimonianza definita “rigorosa” e capace di richiamare le responsabilità politiche e morali legate al tema.
Accanto al cinema, i Diversity Media Awards hanno premiato una serie di prodotti audiovisivi che nel corso dell’anno si sono distinti per lo sguardo inclusivo e la capacità di affrontare temi complessi con originalità. Il Miglior Programma TV è risultato La perfezione non esiste (Prime Video), che “propone uno sguardo originale sulla chirurgia estetica” valorizzando “corpi lontani dagli standard tradizionali” e mettendo in primo piano il rapporto con la propria immagine. Per il versante seriale, L’arte della gioia di Valeria Golino (Sky e NOW) ha vinto come Miglior Serie TV Italiana grazie a una narrazione che “attraversa desiderio, classe, autodeterminazione e tabù” e alla presenza di interpreti con disabilità, scelta definita ancora rara nel panorama italiano. La Miglior Serie TV Straniera è Hacks (Netflix), premiata per aver costruito “una straordinaria storia di donne” e per la rappresentazione dell’invecchiamento trattato “con rispetto, seppur sempre con ironia”. Nella categoria young si è imposta la terza stagione di Hearstopper (Netflix), che “conferma l’impegno nel mostrare l’universo LGBT+ young”, ponendo attenzione alla salute mentale e alla diversità dei corpi.
Il Miglior Programma Radio è 5 in condotta (Rai Radio 2), condotto da Serena Bortone, descritto come “uno spazio libero di confronto sull’attualità e la società”. Il premio per il Miglior Podcast è andato a Sigmund de Il Post, in cui Daniela Collu affronta temi legati alla salute mentale con “rigore e chiarezza”, mentre Sofia Fabiani (@cucinare_stanca) è stata eletta Creator dell’anno per aver trasformato la cucina in un luogo di riflessione sociale con un linguaggio diretto e ironico. Il riconoscimento come Miglior Prodotto Digital è stato assegnato a Aurora Leone dei The Jackal per La festa dei Nonni, celebrata per la capacità di raccontare legami familiari e diversità con autenticità.
Assegnati anche i premi dedicati all’informazione: Miglior Servizio TG al Tg La7, Miglior Articolo quotidiani a Il Messaggero, Miglior Articolo periodici a Il Venerdì – La Repubblica, Miglior Articolo web a IlFattoQuotidiano.it. L’edizione 2025, realizzata con il supporto di Show Reel Agency e della Rappresentanza della Commissione europea in Italia e con il patrocinio del Comune di Roma, conferma il ruolo dei Diversity Media Awards come osservatorio sulla rappresentazione inclusiva. Le segnalazioni per l’edizione 2026 apriranno dopo il 28 novembre.
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