Il peso fiscale sui cinema

Il tema della fiscalità che incide sui bilanci dei cinema è stato affrontato nella prima parte del pomeriggio, durante il convegno Anec in corso a Roma. Walter Vacchino, presidente Agis Liguria, ha chiesto attenzione sui cinema: “Le sale stanno soffrendo, dalle monosale ai grandi multiplex. Ci vuole un sistema nuovo per la nostra attività e per offrire un futuro all’esercizio. Negli ultimi quattro anni abbiamo subito la trasformazione dell’Ici in Imu, con triplicazione dell’imposta che non può essere detratta. Le nostre attività sono passate dal profitto alla perdita. Nel 2011 la pressione fiscale era del 50% per arrivare all’80% ed è sopra il 100% per le sale con bilanci in passivo. Ma ci sono anche altre tasse come Tarsu, imposta Siae sugli spot, imposte sulle affissioni ma non è più sostenibile. Le voci dei costi che incidono di più sono il noleggio, il lavoro e l’energia elettrica su cui c’è un’accisa del 7%”. Ha continuato Giacomo Portas, commissione bicamerale vigilanza anagrafe tributaria: “Le sale sono costruite per un’unica funzione, limitandone così le possibilità di cambio di destinazione d’uso, cosa che ne deprezza il valore. Il settore, quindi, ha una sua specificità. Ho chiesto che nei procedimenti di revisione degli estimi catastali si tenga conto della vocazione culturale dei cinema e dei teatri; non possono essere trattati come le sale Bingo. Parleremo di questa possibilità con l’Agenzia delle entrate. Sarebbe auspicabile, inoltre, prevedere regimi di Iva al 4% per la vendita dei biglietti come per i libri. Questo per sottolineare la funzione culturale dei cinema. In Francia si è raggiunto questo scopo a fronte dell’impegno degli esercenti di non oltrepassare i 4 euro a biglietto per i minori di 14 anni. Il problema è che il settore cinema si fa sentire molto poco a fronte di altri che protestano maggiormente. Inoltre, gli esercenti hanno una situazione di credito Iva da recuperare. Abbiamo cercato di far capire l’importanza di questo tema all’Agenzia delle entrate per superare questo squilibrio finanziario“. Vincenzo Santoro (Anci), ha parlato delle competenze dei comuni “che hanno più ragioni per essere vicini alle sale: sono un’attività economica importante e sono presidi fondamentali di socialità. Si stanno evolvendo verso modalità di sperimentazioni molto interessanti. Il contesto attuale degli enti locali, però, è di grandissima crisi. Subiamo continui tagli che limitano le nostre possibilità di spesa. Attraverso la consulta territoriale abbiamo portato il tema della pressione fiscale sui cinema, all’attenzione del ministro Franceschini. L’idea è lavorare perché si diffondano le buone pratiche di agevolazioni fiscali alle sale. Alcuni comuni hanno trovato delle soluzioni in tal senso, come accaduto a Firenze. Importante anche il tema della revisione delle rendite catastali, ma va inserito in un discorso più ampio”.

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