Il futuro del programma MEDIA entra al centro del dibattito europeo e mobilita una parte significativa dell’industria cinematografica del continente. La European Film Academy ha annunciato il proprio sostegno alla lettera aperta Europe needs cinema, iniziativa promossa da associazioni e professionisti del settore per chiedere alle istituzioni dell’Unione Europea di tutelare e rafforzare uno degli strumenti che, negli ultimi 35 anni, ha sostenuto in modo decisivo la produzione, la circolazione e la visibilità del cinema europeo.
Il documento nasce nel contesto dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034. Al centro della discussione c’è la proposta della Commissione europea di far confluire il ramo MEDIA del programma Creative Europe all’interno di un nuovo grande contenitore, chiamato AgoraEU, destinato a riunire cinema, industria audiovisiva, videogiochi e informazione. Secondo i promotori della lettera, l’aumento complessivo del budget non basterebbe a garantire la continuità del sostegno al settore cinematografico e audiovisivo, dal momento che non sarebbe prevista una quota specifica e vincolata per la filiera.
La preoccupazione riguarda soprattutto la mancanza di garanzie sulle azioni che hanno reso MEDIA un programma centrale per il cinema europeo: il supporto alla produzione indipendente, alla distribuzione nelle sale, alla formazione professionale e alla circolazione transnazionale delle opere. Il timore espresso dai firmatari è che, all’interno di una struttura più ampia e meno definita, il cinema possa perdere visibilità, risorse dedicate e strumenti costruiti negli anni su obiettivi precisi.
Nella lettera aperta si legge: «L’Unione Europea sta attualmente rivedendo le regole che permettono al cinema europeo di prosperare, di viaggiare e di portare la nostra voce comune. Questo include il futuro di MEDIA nel nuovo programma AGORA EU». Il passaggio centrale del testo collega direttamente il destino del cinema europeo alla tenuta culturale e democratica del continente: «Non dobbiamo mancare di vedere che il destino della democrazia e quello del cinema, entrambi nati in Europa, sono intimamente legati. Perché ogni volta che un cinema apre, la vita democratica si riafferma».
L’appello si rivolge alla Commissione europea, al Parlamento europeo e agli Stati membri, chiedendo di rendere solido il futuro del programma MEDIA, preservarne l’integrità e rafforzarne le risorse. «Non ci sono valori condivisi, né democrazia, né soft power europeo, senza creazione artistica», afferma ancora il documento, sottolineando il ruolo del cinema non solo come industria, ma anche come strumento culturale e politico nel posizionamento dell’Europa nel mondo.
La lettera ha già raccolto oltre 4.500 firme di professionisti e personalità del cinema europeo, con adesioni arrivate anche da fuori dal continente. Tra i nomi più illustri figurano Juliette Binoche, Costa-Gavras, Joachim Trier, Ruben Östlund, Stellan Skarsgård, Sandra Hüller, Yorgos Lanthimos, Vicky Krieps, Francis Ford Coppola, Rodrigo Sorogoyen, Rebecca Zlotowski, Michel Hazanavicius, Agnieszka Holland, Pawel Pawlikowski. A questi si aggiungono, tra gli altri anche gli italiani Paola Cortellesi e Pierfrancesco Favino. Una lista ampia, che attraversa generazioni, cinematografie e ruoli diversi della filiera, dai registi agli attori, dai produttori agli esercenti, dai distributori ai festival.
La discussione è già entrata nella fase politica. Il testo è al vaglio degli Stati membri dell’Unione Europea, con una prima posizione del Consiglio attesa per il 12 maggio, mentre il Parlamento europeo lavora in parallelo agli emendamenti che dovrebbero essere votati in sessione plenaria tra ottobre e novembre. L’appello resta aperto e punta a mantenere alta l’attenzione sul futuro del principale strumento europeo a sostegno del cinema e dell’audiovisivo.
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