Marco Bellocchio porterà sul grande schermo la vita di Sergio Marchionne. Il regista, oggi 85enne e tra i più apprezzati autori italiani a livello internazionale, è al lavoro su Falcon, un biopic di ampio respiro che racconterà l’ascesa e i successi del manager italo-canadese capace di salvare Fiat e Chrysler dal fallimento. L’annuncio ufficiale è arrivato a Venezia, dove Bellocchio ha presentato la serie Portobello targata HBO, dopo che il progetto aveva conferma anche a Milano, nel corso del Tech Emotion Summit, dalle parole di Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema.
Le riprese di Falcon sono previste per il 2026 tra Italia, Stati Uniti e Canada. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Bellocchio insieme a Ludovica Rampoldi, Andrea Di Stefano (a Venezia 82 per Il Maestro) e Stefano Rulli, con la collaborazione di Oliviero Del Papa. Alla produzione, oltre a Rai Cinema, ci sono Simone Gattoni per Kavac Film e Mattia Mor per Emotion Network, che ha spiegato come l’idea di raccontare la vita di Marchionne fosse in discussione da tempo e ora pronta a prendere forma.
Marchionne, nato a Chieti nel 1952 ed emigrato da giovane in Canada, intraprese la carriera come commercialista e manager in diverse aziende prima di approdare al gruppo Agnelli nel 2004, quando fu nominato amministratore delegato di Fiat. L’azienda era data per spacciata, eppure in pochi anni il dirigente riuscì a rivoluzionarne struttura e strategie. Nel 2009, in piena crisi del settore, prese il controllo di Chrysler durante il fallimento pilotato dal governo statunitense, dando vita al gruppo FCA, settimo costruttore mondiale. La sua immagine era caratterizzata da uno stile diretto e sobrio, con il maglione come marchio distintivo, una grande lucidità manageriale e una straordinaria capacità di negoziazione. Memorabile, ad esempio, l’accordo con General Motors che portò 2 miliardi di dollari nelle casse Fiat grazie alla risoluzione di una partnership.
Parlando del film, Bellocchio ha spiegato: «Mi piace l’idea (perché c’è ancora tanto da fare, siamo solo agli inizi) di raccontare un italiano, Sergio Marchionne, che sfida in America due giganti, GM e Chrysler e vince. Non si fa assoggettare, non si fa schiacciare, la sua genialità, il suo coraggio e la sua spietatezza manageriale salvano la FIAT che, come dicevano gli esperti, era “tecnicamente fallita”. Risorge non solo con lui ma con la partecipazione attiva del giovanissimo “maggiore azionista” e di tutta la famiglia. Mi piace raccontare di un vincitore che ritornato in patria è accolto da alcune istituzioni italiane di sinistra, di centro e di destra con ostilità. Un “vincitore tragico” si potrebbe definire alla fine della storia».
Marchionne, scomparso nel 2018 a soli 66 anni, viene così consegnato al cinema attraverso la visione di uno dei maestri più longevi e prolifici del nostro cinema, autore negli ultimi anni de Il traditore e Rapito.
Fonte: Variety
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