I numeri delle sale della comunità

Nel 2025 le sale Acec crescono sull’anno precedente del 9%, contro il -2% del mercato, totalizzando 20,6 milioni di euro e oltre 3,5 milioni di spettatori. Con una quota del 5,2% delle presenze di tutto il settore, si confermano – oltre a un presidio culturale – un segmento economico strategico per il cinema di qualità
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Le sale della comunità stanno attraversando una fase positiva. Tradizionalmente riconosciute come presìdi culturali e sociali, soprattutto nelle aree periferiche e nei centri di medie e piccole dimensioni dove l’offerta cinematografica sarebbe altrimenti limitata, oggi mostrano con chiarezza anche un’altra dimensione, quella economica. Le sale appartenenti all’ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema non sono soltanto luoghi di aggregazione e relazione, capaci di operare in profondità sul territorio e di intercettare un pubblico che spesso non avrebbe alternative per vedere un film in sala, ma rappresentano anche un segmento di mercato in grado di generare risultati solidi. In altre parole, accanto al loro valore culturale, esprimono una forza numerica significativa, incidendo concretamente sulle presenze, in particolare per il cinema di qualità. Detto altrimenti, nel loro piccolo, le sale della Comunità fanno grandi numeri.

I NUMERI DEL 2025

Ecco allora i numeri dei cinema Acec. Nel 2025 le sale della comunità hanno registrato un +9% di spettatori rispetto all’anno precedente, mentre il mercato complessivo ha chiuso a -2% e i multiplex con più di 7 schermi a -4%. Una forbice che segnala una capacità evidente di intercettare pubblico anche in una fase non espansiva per il box office nazionale.
Entrando nel dettaglio, nel 2025 i quasi 300 cinema appartenenti all’Associazione Cattolica Esercenti Cinema iscritti a Cinetel hanno totalizzato 20,6 milioni di euro di incassi per oltre 3,5 milioni di presenze. In termini percentuali, questo circuito rappresenta il 4,2% degli incassi e il 5,2% delle presenze complessive del mercato. Va inoltre considerato che si tratta di dati parziali. Come sottolineato da Cinetel, “delle oltre 580 strutture associate ACEC, quelle censite da Cinetel sono circa 370. Tra queste, quelle che hanno comunicato i propri dati nel 2025 sono state quasi 300 (297 cinema per un totale di 322 schermi). Si tratta, quindi, di un dato da considerare necessariamente parziale”. È ragionevole ipotizzare che il contributo complessivo delle sale della comunità sia dunque ancora più rilevante rispetto a quanto fotografato dalle rilevazioni ufficiali.
Fatta questa premessa, i dati dimostrano che le sale della comunità tengono e, in alcuni casi, trainano. Offrono un’offerta attenta alle opere prime, ai documentari, ai titoli indipendenti e ai film più rischiosi dal punto di vista commerciale. Sono luoghi in cui la cosiddetta “eccezione culturale” trova uno spazio reale di confronto con il pubblico. Qualche esempio concreto? Per film quali Le città di pianura e La voce di Hind Rajab, il 17% degli spettatori è passato dalle sale della comunità. Per L’orchestra stonata e Late Shift la quota supera addirittura il 30%, a conferma di quanto le sale della Comunità siano determinanti per la performance di alcuni titoli di alto valore artistico e sociale ma che spesso nella programmazione dei cinema commerciali non riescono a esprimere il proprio potenziale.

I FILM PIÙ VISTI

Analizzando i film più visti nelle sale Acec nel 2025, il titolo con il maggior numero di spettatori è stato anche qui Buen Camino di Zalone, con circa 212mila admission. Seguono tre film italiani: FolleMente con 146mila presenze, Diamanti con 140mila e La vita va così con 101mila. A questi si aggiungono due titoli d’animazione di grande richiamo, Lilo & Stitch con 63mila presenze e Zootropolis 2 con 61mila. Dalla settima posizione emergono, invece, titoli più coerenti con la vocazione d’essai del circuito: Maria di Pablo Larraín con 59mila presenze, Conclave con quasi 55mila, Le assaggiatrici ed Emilia Perez con 54mila presenze.

LE DISTRIBUZIONI PIÙ PRESENTI

Questa tipologia di programmazione più rivolta al cinema d’essai e alla cinematografia nazionale si rispecchia anche nella classifica dei distributori. Se nel mercato generale del 2025 la prima distribuzione è stata Disney, nelle sale Acec il primato spetta a 01 Distribuzione con 440mila presenze, trainate soprattutto da FolleMente, Maria e L’abbaglio. Segue Medusa Film con 392mila presenze, grazie in particolare ai titoli di Zalone e Milani e al documentario su Aldo, Giovanni e Giacomo. Terza è Disney con 331mila presenze, generate principalmente da Zootropolis 2, Lilo & Stitch e dal biopic su Bob Dylan con Timothée Chalamet, A Complete Unknown. Subito dopo si collocano Lucky Red con 313mila presenze e Vision con 303mila.
È significativo osservare come alcune società di distribuzione concentrino una quota rilevante dei propri risultati proprio in questo circuito. Bim realizza il 17% dei biglietti complessivi dei suoi film nelle sale della comunità, Teodora il 19%, Wanted il 20%, I Wonder l’11%, Movies Inspired addirittura il 28% e Officine Ubu il 22%.
Percentuali che confermano come le sale Acec siano un tassello strategico per la sostenibilità di una parte del cinema internazionale e italiano di qualità.

UN COMMENTO

I numeri e le tabelle in questo articolo sono stati elaborati da Cinetel e presentati da Acec durante un webminar a inizio febbraio. «Per la prima volta, dati alla mano, le sale della comunità possono misurare con chiarezza il proprio valore non solo come presidio culturale del cinema d’essai, ma anche come soggetto strategico all’interno del mercato», ha sottolineato Don Gianluca Bernardini, presidente Acec. «I nostri numeri incidono in modo significativo, arrivando a rappresentare anche il 10-20% del box office complessivo di alcuni film di qualità. È nelle nostre sale che queste opere trovano un pubblico disposto ad accoglierle: film che non sono semplici comfort movie, ma titoli che provocano, interrogano e generano dibattito. Proprio alla luce di questi risultati, chiediamo al mercato e alle società di distribuzione di riconoscere pienamente il nostro ruolo: siamo un segmento rilevante e possiamo contribuire in maniera determinante al valore e al percorso di determinati film».

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