L’arrivo quasi simultaneo di Zootopia 2 e Avatar: Fire and Ash nel mercato cinese rappresenta uno snodo cruciale per capire quale direzione prenderà il rapporto tra Hollywood e la Cina nei prossimi anni. Le due uscite, entrambe previste tra fine novembre e dicembre, arrivano in un momento in cui l’industria statunitense non considera più il Paese un partner stabile come nel periodo d’oro 2012-2019, ma resta comunque consapevole del valore potenziale di un mercato che, quando risponde, può spostare gli equilibri globali del box office. È per questo che, come sottolinea l’analisi di Deadline, l’esito di questi due titoli è atteso come un barometro: se funzionano, Hollywood può ancora contare sulla Cina; se non funzionano, il distacco potrebbe essere ormai strutturale.
Zootopia 2 sembra partire avvantaggiato. Il primo film uscì in Cina nel 2016 e si trasformò in un caso unico: un debutto relativamente contenuto, seguito da un secondo weekend superiore al primo grazie a un passaparola che portò il totale a 1,53 miliardi di RMB. Il sequel esce in un contesto diverso, con un mercato più imprevedibile e un pubblico che sta “invecchiando”, ma gli indicatori preliminari sono molto forti. Il “want-to-see” ha raggiunto 2,3 milioni a due giorni dall’uscita, un livello superiore a quello registrato da Avengers: Endgame nel 2019. Anche le prevendite indicano un forte interesse, con circa 230 milioni di RMB in cinque giorni di apertura. L’enfasi promozionale è stata importante, con iniziative dedicate allo Shanghai Disney Resort e grandi partner locali a sostegno dell’uscita.
Avatar: Fire and Ash, dal canto suo, deve ancora mostrare i primi segnali, ma la saga resta una delle poche proprietà hollywoodiane storicamente amate in Cina. James Cameron è considerato un nome di grande richiamo: il primo Avatar superò i 200 milioni di dollari già nel 2010, quando il mercato era molto più piccolo. The Way of Water, nonostante l’uscita in un periodo complicato per il Paese che stava abbandonando la politica zero-Covid, chiuse a 247 milioni di dollari. Il regista sarà presente a Shanghai per la premiere ufficiale al Festival di Hainan il 18 dicembre, un gesto significativo in un contesto in cui le star hollywoodiane raramente si recano in Cina per promuovere i film.
Se entrambi i titoli dovessero debuttare nell’intervallo tra 125 e 150 milioni di dollari a livello globale, per l’industria sarebbe un segnale positivo. Ma il vero punto riguarda la tenuta in Cina. Dirigenti internazionali sottolineano che, se uno dei due film dovesse performare “a metà o meno” rispetto alle aspettative, le conseguenze sarebbero immediate: si parlerebbe di una revisione radicale dei budget di marketing e dell’impegno dedicato al Paese. I costi attuali di una campagna locale superano in media i 5 milioni di dollari, una cifra pesante quando il rientro per gli studios è del 25% sugli incassi.
L’analisi di esperti del settore ricorda che nel 2025 nessun film hollywoodiano ha superato la soglia dei 100 milioni di dollari in Cina, mentre i titoli locali dominano oltre il 90% del box office grazie soprattutto al successo di Ne Zha 2, spingendo a interrogarsi su quanto il Paese voglia ancora posizionarsi come parte del sistema cinematografico globale. Se Zootopia 2 e Avatar: Fire and Ash dovessero invertire la tendenza, diventerebbero un segnale di riavvicinamento; se invece dovessero fallire, Hollywood sarebbe costretta a riscrivere la propria strategia sul territorio, ricalibrando spese, aspettative e priorità.
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