Dopo anni segnati da una contrazione profonda e da un ridimensionamento che ha coinvolto l’intera industria audiovisiva, da Los Angeles arriva un primo segnale di ripresa per la produzione a Hollywood. I numeri restano lontani dai livelli raggiunti nell’epoca del boom dello streaming, ma il primo trimestre del 2026 mostra un’inversione di tendenza che le istituzioni locali leggono come un possibile punto di svolta, anche grazie all’effetto dei nuovi incentivi fiscali introdotti dalla California.
Secondo il nuovo L.A. Production Report, la produzione di film, televisione e spot pubblicitari nell’area di Los Angeles è cresciuta del 16% rispetto al trimestre precedente. Un aumento ancora contenuto, ma significativo in un contesto nel quale i volumi produttivi non registravano due trimestri consecutivi di crescita dal 2021, cioè dal pieno della stagione della cosiddetta peak TV. La sindaca Karen Bass ha salutato il dato come la conferma che le misure adottate per ridurre la burocrazia e sostenere il settore stanno iniziando a produrre risultati. «Abbiamo ancora molta strada da fare, ma dopo anni di declino, Hollywood sta finalmente svoltando l’angolo con più produzioni e più posti di lavoro – ha dichiarato – La città continuerà a collaborare con l’industria per sostenere buoni posti di lavoro sindacali retribuiti ed espandere le opportunità economiche in tutta L.A.».
A trainare la crescita sono stati soprattutto i lungometraggi, con le giornate di ripresa tornate al livello più alto degli ultimi due anni. Anche le serie drama e comedy hanno mostrato segnali di miglioramento, seppur moderati. Il quadro resta però molto diseguale: la reality TV, che non beneficia degli incentivi statali, ha registrato un crollo del 52% rispetto allo stesso periodo del 2025 e risulta del 71% sotto la media degli ultimi cinque anni, segnando il livello più basso dalla pandemia e il secondo più basso dal 2010.
Il peso dei sussidi appare sempre più determinante. La quota di progetti cinematografici girati a Los Angeles che hanno ricevuto un tax credit della California è salita al 21,8%, il dato più alto da quando FilmLA ha iniziato a monitorare questa statistica due anni fa. Anche per le produzioni televisive incentivate è stato registrato un record, con una quota pari al 17,1%. La California, guidata dal governatore Gavin Newsom, ha più che raddoppiato il programma statale portandolo a 750 milioni di dollari la scorsa estate, e i primi progetti beneficiari dell’espansione sono entrati in produzione proprio nel primo trimestre.
Il rafforzamento degli incentivi non è comunque bastato a compensare la forte caduta complessiva iniziata nel 2022, quando gli studios hanno rallentato gli investimenti dopo l’espansione dello streaming. Per questo il rapporto sembra indicare non tanto un ritorno al passato, quanto l’assestamento di un nuovo equilibrio: una produzione locale più piccola, ma sempre più dipendente dal sostegno pubblico. «Mentre alcuni degli ultimi numeri sono incoraggianti, sappiamo che c’è ancora un lavoro significativo da fare per riportare le riprese e i posti di lavoro nella regione», ha dichiarato Denise Gutches, amministratrice delegata di FilmLA.
Il tema è già entrato anche nel dibattito politico. Bass ha annunciato nuove misure per ridurre i costi dei permessi per le produzioni più piccole e uno sconto temporaneo sui parcheggi, mentre la consigliera Nithya Raman, sua sfidante alle primarie del 2 giugno, propone interventi più radicali, inclusa l’eliminazione del tetto agli incentivi statali. «Un leggero aumento è una notizia positiva per i lavoratori che dipendono da questa industria, ma non cancella anni di declino catastrofico sotto l’attuale sindaca», ha dichiarato Raman.
Fonte: Deadline
© RIPRODUZIONE RISERVATAIn caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it







