Non basta il fascino della notte più importante di Hollywood a invertire una tendenza che da tempo accompagna la cerimonia degli Academy Awards. L’edizione 2026 degli Oscar si è fermata a 17,86 milioni di spettatori su ABC e Hulu, segnando un calo del 9% rispetto ai 19,7 milioni dell’anno precedente e diventando così la meno vista dal 2022. Un dato che conferma le difficoltà di un evento ancora centrale nell’immaginario del cinema mondiale, ma sempre più esposto ai cambiamenti delle abitudini di consumo televisivo e digitali.
Il risultato appare ancora più significativo se inserito nel quadro più ampio degli ultimi anni. Dopo il crollo del 2021, quando la prima cerimonia dopo l’inizio della pandemia toccò il minimo storico di 10,4 milioni di spettatori, gli Oscar avevano infatti mostrato una progressiva risalita, passando a 16,6 milioni nel 2022, 18,8 milioni nel 2023, 19,5 milioni nel 2024 e 19,7 milioni nel 2025. La frenata di quest’anno interrompe quindi una crescita che sembrava aver restituito almeno in parte solidità a un appuntamento che resta prestigioso, ma che continua a faticare sul fronte dell’audience.
Anche nel target commerciale 18-49 anni il segnale è in chiaroscuro. La cerimonia che ha visto trionfare in maniera assoluta Warner Bros. ha ottenuto un rating di 3,92, in calo rispetto al 4,54 dello scorso anno, ma superiore al 3,82 del 2024. Secondo Disney, resta comunque il primo programma di intrattenimento in prima serata della stagione 2025-2026, un primato che non basta però a cancellare la sensazione di una manifestazione che fatica sempre più a trasformare il proprio peso simbolico in un richiamo televisivo davvero travolgente.
Il punto è che da anni l’Academy e i broadcaster cercano di svecchiare la formula, nel tentativo di avvicinare un pubblico più giovane e meno legato al rito classico della premiazione. Nel tempo si è intervenuti sull’orario della cerimonia, si è cercato di rendere più agile il ritmo dello show e sono state sperimentate anche soluzioni pensate per aumentare il coinvolgimento popolare, come il premio “fan favorite”, introdotto solo per un’edizione proprio con l’idea di aprire una finestra più diretta sul gusto del pubblico. Tentativi che hanno fatto discutere e che testimoniano quanto il problema degli ascolti sia da tempo al centro della riflessione intorno agli Oscar.
Il calo del 2026, del resto, non è un caso isolato. Come riportato da Variety, anche altri grandi eventi della awards season hanno lasciato sul terreno una parte del pubblico, con i Golden Globes in discesa del 6% a gennaio e i Grammy anch’essi in calo del 6% a febbraio. Segno che non si tratta soltanto della tenuta degli Oscar in sé, ma di un ridimensionamento più generale dei grandi appuntamenti televisivi tradizionali, sempre più chiamati a convivere con una fruizione frammentata, con la concorrenza delle piattaforme e con un’attenzione che si distribuisce in modo diverso rispetto al passato.
A offrire un elemento positivo è però il fronte digitale. Le impression social sono cresciute del 42,4%, mentre le piattaforme social dell’Academy hanno raggiunto 21,6 milioni contro i 19,7 milioni dell’anno scorso, con oltre 129 milioni di visualizzazioni video nel corso della notte. È un dato che racconta come la centralità degli Oscar non sia svanita, ma si sia in parte spostata su un terreno diverso da quello del broadcast lineare.
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Cr. Kevin Winter/Getty Images




