«Noi di The Space Cinema siamo stati molto sorpresi dalla reazione della associazione dei critici italiani alla nostra espressione di ringraziamento a Checco Zalone per il film ‘Sole a Catinelle’» dichiara il presidente e amministratore delegato di The Space Cinema in relazione alla polemica suscitata dai manifesti appesi nelle sale del circuito (vedi agenzia http://www.e-duesse.it/News/Cinema/Risposta-del-sindacato-critici-a-The-Space-163201/%28language%29/ita-IT). «Pensavamo di rendere il giusto omaggio ad un film che segna la storia del cinema italiano senza creare irritazione in nessuno. The Space Cinema nel suo modo di operare non è ispirato da una filosofia arrogante ma da una filosofia democratica: secondo noi è il giudizio di tanti e non quello dei pochi a determinare quando un film è di successo o non lo è. E in questo caso vale il giudizio degli spettatori che sono gli arbitri del successo» prosegue Corrado. «Nelle nostre sale proponiamo ogni genere di film e lasciamo scegliere e giudicare allo spettatore. È lo spettatore che ispira le nostre programmazioni. Non a caso siamo leader di quota anche per i film autoriali, proponiamo spettacoli culturali extra film e portiamo nei nostri cinema le scuole, i giovani e gli anziani. Siamo convinti che la cultura sia diversità e varietà di offerta ma anche diversità di opinione e di valutazione. Cosi’ come siamo convinti che una industria non possa prescindere dal successo e dalla valutazione dello spettatore che e’ colui che sceglie di vedere un film, che paga il biglietto e che, pertanto, rappresenta il riferimento sul valore del prodotto». Per Corrado l’industria cinematografica deve «essere salvaguardata da ogni genere di ostacolo per lo spettatore ed è compito di ciascuno degli addetti ai lavori e di chiunque ami questo settore, preservare anche le più marginali potenzialità di sviluppo del mercato. Il vero pericolo latente per l’industria del cinema in Italia, come in tutto il mondo, – conclude Corrado – è che non ci siano sufficienti film che piacciano al pubblico. Negli ultimi 2 anni pochi film hanno superato i 10 milioni di box office mentre, purtroppo, l’indice di occupazione delle sale italiane non ha superato il 18% del totale disponibile dei posti. Questo è il vero problema e occorre lavorare tutti insieme e nella stessa direzione per far si che il pubblico possa crescere e riempire sempre di più le sale cinematografiche».
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