È stata presentata ieri a Genova la ricerca “Il futuro del pubblico del cinema” realizzata per conto di Anec e Unidim dal Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma (la prima parte della ricerca era stata presentata a Sorrento a dicembre); la ricerca è stata effettuata realizzando interviste telefoniche su un campione nazionale di 4.003 soggetti. In base alla ricerca risulta che il 52,7% degli intervistati non è andato mai al cinema negli ultimi tre mesi. Questo 52,7% che i ricercatori definiscono “non spettatori” o “spettatori potenziali” perché un domani potrebbero ritornare al cinema, si suddivide in: “non spettatore tradizionalista” (44%), “non spettatori iperattivi multimediali” (21%), “televisivi” (28%) e “raffinati” (7%). I “non spettatori televisivi”, secondo la ricerca, non amano il cinema perché non interessa (21%) mentre gli “iperattivi” e i “tradizionalisti” non vanno al cinema perché non hanno tempo (35-40% dei casi); anche i non spettatori raffinati non amano il cinema (nel 64% dei casi). Gli spettatori cinematografici, che sono andati al cinema almeno una volta, rappresentano più del 47% del campione; si dividono in: “iperattivi multimediali”, “ipospettatori isolati”, “spettatori raffinati” e “iperspettatori cinefili”. Gli “ipospettatori isolati” (33% degli spettatori reali) sono andati al cinema da 1 a 3 volte nell’ultimo trimestre mentre gli “iperspettatori multimediali” (49%) sono andati in sala anche da 4 a 6 volte negli ultimi tre mesi. I “raffinati” (14%) hanno visto anche più di 6 film nel semestre mentre i “cinefili” (4%) hanno una frequenza in sala di 3 spettacoli al mese. Tornando al “non spettatore”, secondo la ricerca, il 70% dei “tradizionalisti” e dei “televisivi” ritiene molto importante il prezzo del biglietto mentre le caratteristiche della sala sono molto importanti per l’83% dei “tradizionalisti” (circa 80% per tutti i “non spettatori”); il 20% dei non spettatori in generale è attento ai servizi offerti dalla sala. Per quanto riguarda gli “spettatori”, il 79% è molto attento alla programmazione mentre il 70,5% è molto attento alle caratteristiche della sala; il 58,5% degli spettatori, invece, ama la sala vicino a casa.
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