Ghini, inascoltati sulle date del Festival di Roma

E’ polemica la posizione di Massimo Ghini, rappresentante della Provincia di Roma nel Cda del Festival del Cinema, sull’incontro di ieri in occasione del quale assieme ad Andrea Mondello (della Camera di Commercio) ha espresso voto contrario alle decisioni prese. «All’interno del Cda», ha affermato Ghini, «c’è stata una discussione vera; il voto è arrivato a maggioranza perché su alcuni punti, come le date o i contratti di una maggiore armonizzazione, la mia richiesta e quella di Mondello non è stata ascoltata dalla maggioranza. C’erano alcuni punti che potevano essere maggiormente approfonditi, invece sembravano tutti indiscutibili. Penso ai contratti, che prima erano rinnovabili anno per anno, e ora sono cambiati e al fatto che la maggioranza del Cda non ha mai voluto prendere in considerazione altre date. Di questa posizione Müller si deve prendere la responsabilità, anche se capisco che ci possano essere dei problemi. Abbiamo cercato una mediazione con Torino ma non ci siamo riusciti. Spero che si riesca comunque ad arrivare a una soluzione perché vogliamo che si capisca che non c’è mai stata l’intenzione di una contrapposizione diretta. Nel momento di massima difficoltà economica per il Paese, dovevamo forse avere un po’ più di attenzione sulle spese. Non vorrei che per la fretta di tappare buchi si licenzino persone. Müller non ha avuto la tranquillità per lavorare ma questo non è dipeso da noi. Da parte mia non ci sono mai state posizioni strumentali contro Müller. Ho solo manifestato la convinzione che certe decisioni sarebbero state motivo di discussioni. Ora auguro a Müller di lavorare al meglio e di risolvere, strada facendo, le difficoltà emerse. Non ho nessun problema con Marco che è un professionista che ha svolto sempre al meglio il suo lavoro».

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