FUS: Agis e Beni Culturali “litigano” in merito ai tagli

Botta e risposta nel giro di pochi giorni tra l’Agis e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Oggetto, il mancato recupero dei 35 milioni di euro del Fus per il 2005. Aveva dichiarato Alberto Francesconi, presidente Agis: “Non posso che essere profondamente deluso e preoccupato per le gravi conseguenze del taglio ai finanziamenti pubblici che, viste le continue rassicurazioni da parte dei rappresentanti del ministero, confidavamo potesse essere recuperato”. Immediata la replica di Nicola Bono, sottosegretario del Ministero per i Beni Culturali: “Sorprende che il principale aspetto evidenziato da alcuni rappresentanti delle associazioni di categoria dello spettacolo in ordine a questo incontro, sia stato il mancato reintegro dei fondi per il 2005 e non più tosto l’impegno del Governo di intervenire, non solo per il recupero dei tagli già previsti per il 2006 e 2007, ma anche per salvaguardare lo stanziamento del 2008. Si induce, inoltre, a dare una interpretazione dei tagli del FUS come se fossero il frutto di una scelta punitiva del Governo rivolta unicamente nei confronti del mondo dello spettacolo. È noto, invece, che la riduzione delle risorse statali attiene a una generale esigenza di riequilibrio della finanza pubblica che interessa tutti i settori di spesa dello Stato e che anzi, negli ultimi anni, ha registrato riusciti tentativi da parte del Ministero di individuare fonti alternative e in molti casi inedite di risorse finanziarie, proprio per sostenere lo spettacolo. A tal proposito basta fare riferimento all’estensione dell’utilizzo dei fondi LOTTO anche a sostegno delle attività culturali, oltre che all’istituzione dell’ARCUS s.p.a.”. “L’aspetto estremamente importante e positivo della riapertura del tavolo di concertazione per la riforma del fondo unico, invece – ha aggiunto il Sottosegretario – è la volontà del Governo di verificare percorsi condivisi, prima con gli operatori e le organizzazioni sindacali del settore, poi ovviamente con le rappresentanze parlamentari per puntare a realizzare una impostazione nuova e più efficace delle risorse pubbliche a sostegno delle attività culturali, capace anche di cogliere l’obiettivo, proprio per la sua novità, di ottenere una maggiore attenzione in ordine agli stanziamenti”.

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