Il comparto del cinema e dell’audiovisivo italiano è tornato ieri al tavolo del Ministero della Cultura. ANICA, APA e CNA Cinema e Audiovisivo hanno incontrato il ministro Alessandro Giuli, la sottosegretaria Lucia Borgonzoni e il nuovo direttore generale Giorgio Brugnoni per affrontare il tema più urgente del momento: il taglio delle risorse al Fondo Cinema e Audiovisivo previsto nella Legge di Bilancio 2026. L’esito dell’incontro, pur definito “positivo” dalle associazioni, non sembra però aver dissipato le preoccupazioni che da settimane agitano la filiera.
Nel comunicato diffuso al termine del confronto, le tre associazioni hanno espresso «apprezzamento per lo sforzo dimostrato dal Ministro, dal Sottosegretario e dal Direttore generale», riconoscendo la volontà del governo di «garantire un recupero delle risorse sul fondo cinema e audiovisivo», ma hanno al tempo stesso ribadito che «le preoccupazioni restano». La formula sintetizza un equilibrio precario: la disponibilità al dialogo istituzionale non cancella l’allarme per una manovra che, secondo le stime del settore, comporta una riduzione di circa 150 milioni di euro rispetto ai livelli attuali.
Solo pochi giorni fa, le stesse sigle avevano accolto con cautela l’annuncio del ministro Giuli di un rifinanziamento da 100 milioni, proveniente da risorse inutilizzate degli anni precedenti. Un’operazione che la Ragioneria generale dello Stato avrebbe poi bloccato, ritenendola non conforme alle regole europee di bilancio. La decisione, resa nota da Repubblica e confermata da fonti ministeriali, ha di fatto azzerato il principale margine di manovra su cui contava il Mic per tamponare i tagli, aggravando ulteriormente il clima di incertezza.
Fonte: ANICA
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