Dopo settimane di attesa e di discussioni interne al settore, è stato pubblicato il decreto di riparto del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo per il 2026. Il provvedimento, firmato dal Ministro della Cultura il 5 marzo 2026 con decreto n. 101, mette finalmente nero su bianco la distribuzione delle risorse previste dalla legge Cinema e offre un quadro definitivo a produttori, distributori, esercenti, autori e istituzioni culturali. La pubblicazione del testo – disponibile a questo link – era particolarmente attesa perché arriva in una fase delicata per l’industria audiovisiva italiana, segnata da ritardi, tensioni e da un confronto acceso sulle priorità della politica di sostegno pubblico.
Le risorse complessive del Fondo cinema per il 2026 ammontano a 606.034.750 euro. Il cuore dell’intervento resta il tax credit, che da solo assorbe la parte più rilevante dello stanziamento. Accanto a questo capitolo ci sono i contributi selettivi, le risorse per la promozione e quelle destinate al potenziamento delle competenze del cinema e dell’audiovisivo. Il decreto, dunque, definisce in modo preciso non solo l’ammontare complessivo delle somme disponibili, ma anche la direzione politica e industriale lungo cui si muoverà il sostegno pubblico nei prossimi mesi.
Nel dettaglio, la ripartizione generale delle risorse è la seguente:
- Tax credit (artt. 15-20): 441.000.000 euro
- Contributi selettivi (art. 26): 41.700.000 euro
- Contributi alla promozione (art. 27): 103.334.750 euro
- Finalità di cui all’articolo 27, comma 1, lettera i): 20.000.000 euro
Per quanto riguarda il tax credit, il decreto conferma il peso centrale di questo strumento nella struttura del Fondo. Le risorse sono così distribuite:
- Imprese di produzione: 220.000.000 euro
- 80.000.000 euro per la produzione di opere cinematografiche
- 130.000.000 euro per la produzione di opere televisive e opere web
- 10.000.000 euro per la produzione di opere audiovisive a contenuto videoludico
- Imprese di distribuzione: 30.000.000 euro
- Esercizio cinematografico: 5.000.000 euro
- Industrie tecniche e della post-produzione: 1.000.000 euro
- Esercenti sale cinematografiche per il potenziamento dell’offerta cinematografica: 85.000.000 euro
- Attrazione in Italia di investimenti cinematografici e audiovisivi: 100.000.000 euro
Sul fronte dei contributi selettivi, il decreto assegna 41,7 milioni di euro articolati in diverse linee di intervento:
- Scrittura di sceneggiature di opere cinematografiche, televisive e web: 1.000.000 euro
- Sviluppo di film e opere audiovisive: 2.000.000 euro
- Produzione di opere audiovisive
- opere cinematografiche di giovani autori: 7.800.000 euro
- opere cinematografiche prime e seconde: 7.500.000 euro
- documentari di particolare qualità artistica e documentari su personaggi e avvenimenti dell’identità culturale italiana: 4.000.000 euro
- cortometraggi: 900.000 euro
- opere d’animazione di particolare qualità artistica e animazione su personaggi e avvenimenti dell’identità culturale italiana: 5.000.000 euro
- film di particolare qualità artistica e film su personaggi e avvenimenti dell’identità culturale italiana: 7.500.000 euro
- coproduzioni minoritarie: 5.000.000 euro
- Distribuzione internazionale di opere cinematografiche e televisive: 1.000.000 euro
Anche il capitolo dedicato alla promozione mantiene una consistenza rilevante. Le risorse sono ripartite come segue:
- Sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva in Italia, promozione dell’internazionalizzazione del settore, promozione dell’immagine dell’Italia attraverso il cinema e l’audiovisivo: 2.484.750 euro
- Realizzazione di festival, rassegne e premi aventi rilevanza nazionale e internazionale: 6.000.000 euro
- Attività di acquisizione, conservazione, catalogazione, restauro, studio, ricerca, fruizione e valorizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo: 1.500.000 euro
- Sostegno alla programmazione di film d’essai ovvero di ricerca e sperimentazione: 6.000.000 euro
- Attività di diffusione della cultura cinematografica svolte dai circoli di cultura cinematografica, dalle associazioni nazionali di cultura cinematografica e dalle sale della comunità: 500.000 euro
- Attività svolte da Cinecittà S.p.A.
- per la realizzazione del programma annuale: 31.500.000 euro
- per la partecipazione, per conto del Ministero, alla Fondazione Cinema per Roma: 1.000.000 euro
- Attività svolte dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia: 15.100.000 euro
- Attività svolte dalla Fondazione La Biennale di Venezia – Sezione Cinema: 13.500.000 euro
- Attività svolte dalla Fondazione Cineteca di Bologna: 2.500.000 euro
- Attività svolte dalla Fondazione Maria Adriana Prolo – Museo Nazionale del Cinema Torino: 1.600.000 euro
- Attività svolte dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano: 1.000.000 euro
- Attività svolte dalla Cineteca del Friuli di Gemona: 650.000 euro
Un capitolo specifico riguarda poi il potenziamento delle competenze del cinema e dell’audiovisivo. Il decreto assegna:
- 20.000.000 euro per il potenziamento delle competenze del cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e diffusione delle immagini e dei suoni, oltre che per l’alfabetizzazione all’arte e ai media dell’immagine, con assegnazione ai beneficiari tramite apposito piano adottato di concerto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito
- 20.000.000 euro per le finalità di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto ministeriale 31 luglio 2017
La pubblicazione del decreto arriva però al termine di una fase segnata da forti polemiche. Nelle settimane precedenti, infatti, la circolazione delle bozze aveva sollevato molte critiche da parte di produttori e associazioni di categoria, soprattutto per quello che veniva percepito come uno sbilanciamento a favore dell’attrazione delle produzioni straniere in Italia. Il dato dei 100 milioni destinati a questa voce, ora confermato nel testo ufficiale, era stato indicato come uno dei punti più controversi del riparto, specie se confrontato con la forte riduzione dei contributi selettivi e con l’assenza, nel quadro emerso, dei contributi automatici. Anche le associazioni degli autori, da 100autori ad ANAC, passando per ACMF, AIDAC, AIR3 e WGI, avevano contestato l’impostazione della bozza, definendola sbilanciata e iniqua e chiedendo un riequilibrio in favore della scrittura, dello sviluppo e più in generale delle opere italiane più fragili sul piano industriale ma centrali sotto il profilo culturale.
Il decreto ora pubblicato chiude la fase delle indiscrezioni e restituisce al comparto un quadro certo, almeno sul piano delle cifre. Resta però aperta la discussione politica e industriale sul senso complessivo di questa ripartizione. Da una parte viene confermata la scelta di puntare con decisione sul tax credit come strumento principale di sostegno. Dall’altra, le critiche degli operatori mostrano come il tema non sia soltanto quantitativo, ma riguardi il modello di sviluppo che si intende sostenere: l’equilibrio tra attrazione di investimenti esteri e difesa della produzione nazionale, tra logica industriale e funzione culturale, tra programmazione strategica e gestione emergenziale delle risorse. È su questo terreno che il decreto di riparto del Fondo cinema 2026 continuerà con ogni probabilità a far discutere.
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