Da ormai diversi giorni, i finanziamenti ministeriali al Cinema sono sotto i riflettori e stanno animando il dibattito pubblico. Alla luce della presentazione della nuova Legge di Bilancio entro fine anno e dunque alla richiesta ai vari Ministeri di tagliare i propri budget, i contributi al settore audiovisivo, e in particolare il tax credit, sono stati presi di mira perché giudicati sproporzionati rispetto ai risultati in termini di incassi in sala dei film finanziati. In sostanza, si produrrebbero troppi film coi soldi pubblici che poi in pochi guardano.
Quello del cinema “è un settore che va severemente e seriamente riformato” ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano a margine della mostra Futurismo Italiano. Il contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento. «Il sostegno al mondo del cinema e alla sua filiera industriale va mantenuto, ma direi basta ai produttori della domenica che, fino a pochi anni fa, facevano altro e hanno intercettato la mucca da mungere. Ripeto: milioni e milioni per prodotti mai visti che in sala hanno incassato poche decine di euro e di cui nessuno avrà memoria. Il tax credit è stato il superbonus del cinema. I costi delle produzioni sono lievitati perché il settore è stato dopato» ha aggiunto Sangiuliano in un’intervista al Sole24 ore.
Sull’entità di questo spreco di denaro pubblico, Adnkronos ha dichiarato di aver visionato un “documento riservato” che starebbe girando all’interno del Ministero della Cultura in cui sono riportati nel dettaglio i dati dei contributi pubblici al settore e quelli dei magri incassi. Dati, a dire il vero, per la maggior parte dei casi non poi così riservati, che anzi chi lavora al Ministero dovrebbe conoscere bene ormai da anni e che possono essere recuperati – anche se in maniera non immediata – sullo stesso sito del MiC, o dai report dell’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo.
Ecco i principali numeri su cui si è messo l’accento:
• i contributi pubblici sulle risorse del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo sono passati da 423,5 milioni di euro nel 2017 a 849,9 milioni nel 2022 e a 746 milioni nel 2023.
• l’Italia registra il più alto numero di opere di lungometraggio prodotte (239 nel 2021 contro le 197 della Francia, le 126 del Regno Unito e le 118 della Germania) a fronte però di incassi più bassi: 176,9 milioni (cresciuti a 306,6 nel 2022) contro i 672,4 della Francia (1.094,4 milioni nel 2022), i 541,9 del Regno Unito (980,8 nel 2022) e i 373,2 della Germania (693,2 nel 2022).
• il documento riservato fa anche riferimento a “compensi molto alti percepiti dai registi di film o serie tv finanziate con il Fondo e riferisce di un contributo alla seconda stagione della serie ‘A casa tutti bene’, pari a 2,1 milioni di euro dal Fondo con lo strumento del credito d’imposta, diretta da Gabriele Muccino che avrebbe indicato 2,2 milioni di compenso. Nella lista ci sono anche: Paolo Genovese, regista della serie kolossal ‘I Leoni di Sicilia’ sulla saga dei Florio e in uscita su Disney+ il 25 ottobre, finanziata con 8,7 milioni dal Fondo con lo strumento del credito d’imposta, che avrebbe indicato 1,4 milioni come compenso; Luca Guadagnino ed Edoardo Gabbriellini che avrebbero chiesto 2,4 milioni di euro come compenso da regista per ‘We are who we are’, finanziato per complessivi 13,2 milioni dal Fondo con lo strumento del credito d’imposta; Saverio Costanzo, che avrebbe indicato 1,4 milioni come compenso da regista per ‘L’amica geniale – Storia del nuovo cognome’ finanziato per complessivi 10,5 milioni dal Fondo con lo strumento del credito d’imposta; Joseph Maximilian Wright avrebbe indicato 1,7 milioni come compenso da regista per “M – Il figlio del Secolo’ finanziato per complessivi 14,9 milioni di euro dal Fondo con lo strumento del credito d’imposta”.
• in relazione al tax credit per la produzione nazionale in 4 anni sono state fatte circa 1.200 richieste, con un evidente incremento a partire dal 2021: se infatti nel 2019 la richiesta per opere di animazione era una sola, nel 2021 è passata a 15 per scendere a 10 nel ’22; quella dei documentari è passata dalle 48 richieste del 2019 alle 152 del 2022; quella per le opere di finzione (film e serie) è salita dalle 73 richieste del 2019 alle 247 del 2022, per un totale in quattro anni di 1.188 domande di accesso al tax credit.
Inoltre, “a quanto apprende l’Adnkronos, di recente il ministero della Cultura avrebbe individuato una ventina di opere con alto budget, formalmente rispondenti ai requisiti, ma per le quali ci sarebbe un sospetto circa la rispondenza sostanziale. La documentazione sarebbe stata quindi sottoposta all’esame congiunto del Mic con la Guardia di Finanza e l’esito dovrebbe arrivare nelle prossime settimane”.
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