Finanziaria/2: una quota al cinema italiano

Resta intatta la quota “madre” riservata all’audiovisivo europeo, che ha favorito il boom della fiction. Vi sono quote di programmazione e d’investimento, che si applicano alle emittenti televisive e ai fornitori di contenuti, anche a pagamento. Secondo la Finanziaria 2008, i soggetti coinvolti devono riservare ogni anno il 10% del tempo di trasmissione (il 20% la Rai su tutte le piattaforme), in particolare nelle ore di maggiore ascolto, ai produttori indipendenti europei. Il 10% di tale 20% va alle opere cinematografiche italiane, ovunque prodotte. Gli stessi soggetti devono riservare una quota non inferiore al 10% dei propri introiti alla produzione, al pre-acquisto e all’acquisto di opere europee. Di questo 10%, le tv inchiaro devono destinare il 30% al cinema italiano; quelle a pagamento il 35%. Per la Rai la quota è pari al 15% dei ricavi annui da canone e da pubblicità; al suo interno non meno del 20% va riservato al cinema italiano e il 5% ai cartoni animati. Mediaset, La7 e altre tv in chiaro devono investire nel cinema italiano il 3% del fatturato.

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