Finanziamenti pubblici, la seconda sessione

La Direzione Generale Cinema del Mibact ha annunciato quanto emerso nella seconda sessione di delibera dei finanziamenti per i progetti filmici di lungometraggio e per le opere prime e seconde. Per quanto riguarda i lungometraggi, la Commissione per la Cinematografia ha riconosciuto di interesse culturale 20 film ed erogato 4,4 milioni di euro. I contributi pubblici sono andati a Pinocchio di Matteo Garrone (800mila euro); The Leisure Seeker di Paolo Virzì (600mila euro); Il ragazzo invisibile 2 di Gabriele Salvatores (600mila euro); Sole cuore amore di Daniele Vicari (250mila euro); Nome di donna di Marco Tullio Giordana (300mila euro); Mys di Pasquale Pozzessere (200mila euro); Call Me By Your Name di Luca Guadagnino (250mila euro); Pip Fischer e il segreto di Otzi di Giacomo Martelli (200mila euro). Hanno chiesto e ottenuto solo il riconoscimento dell’interesse culturale Che vuoi che sia di Edoardo Leo; La cena di Natale di Marco Ponti; Reuma Park di Aldo, Giovanni e Giacomo e Morgan Bertacca; Mamma o papà di Riccardo Milani; La musica del silenzio di Michael Radford; Raffaello – L’artista divino di Luca Enrico Viotto. Dei 20 titoli ce ne sono cinque appartenenti alla categoria “Film di ricerca e di animazione”: Vangelo di Giuseppe Del Bono (100mila euro); A Skeleton Story di Alessandro Rak (300mila euro); La valle degli dei di Lech Majewski (100mila euro); Al Dio ignoto di Rodolfo Bisatti (100mila euro); Miserere di Enrico Menduni (200mila euro). Infine, 400mila euro sono andati a Smetto quando voglio Revolution di Sydney Sibilia per la categoria Under 35.

Per le opere prime e seconde, invece, la Commissione per la Cinematografia ha assegnato 800mila euro a sette film: Stay Still di Elisa Mishto (200mila euro); Ritratto di una giovane ballerina di Ulisse Lendaro (150mila euro); Cattre the Death Lullaby di Edoardo Tagliavini (100mila euro); Il dubbio di Lara Fremder (100mila euro); Cuori puri di Roberto De Paolis (100mila euro); Le guerre Horrende di Luca Immesi e Giulia Brazzale (50mila euro); Veleno di Diego Olivares (100mila euro). Sei opere prime e seconde, inoltre, hanno chiesto e ottenuto solo il riconoscimento dell’interesse culturale.

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