“Il cinema italiano è in bilico. Non è in crisi come alla fine degli anni ’80 ma ci sono delle difficoltà”. Lo ha dichiarato ieri Riccardo Tozzi, responsabile della casa di produzione Cattleya, al Lido, intervenendo nell’ambito della presentazione del numero monografico dedicato al cinema della rivista Reset. “Rispetto a qualche anno fa il parco sale è notevolmente migliorato; ci sono tre o quattro distributori impegnati nella diffusione del cinema italiano e un gruppo di produttori in grado di realizzare film d’autore che hanno trovato pubblico all’estero”. I problemi, però, non mancano: “Su 100 film prodotti, 25, dalle commedie di Natale ai film di qualità, rappresentano il 92% del Box Office. In pratica costituiscono la cinematografia italiana. Sono film che vengono realizzati senza ricorrere ai fondi pubblici. Ma una cinematografia non si può reggere solo su 25 titoli”. Tozzi ha parlato anche del finanziamento pubblico: “Il sostegno dello Stato è fondamentale ma deve essere di supporto e di indirizzo per tutti i privati che si muovono nel settore: quando il sostegno si è indirizzato direttamente sul prodotto è stato dannoso”. Sulle risorse da dedicare al cinema, il produttore afferma: “Tutte quelle soluzioni volte a favorire un incremento di risorse da indirizzare per rafforzare le strutture che operano nell’industria cinematografica, sono molto importanti. Auspicherei l’introduzione di forme di tax shelter come avviene anche in altri mercati”.
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